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CP Group e l'economia circolare: come il colosso thailandese trasforma i rifiuti in valore

12 luglio 2026

Ogni anno l'agricoltura del Sud-Est asiatico genera centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti organici. Lolla di riso, steli di mais, scarti della lavorazione della manioca: per decenni tutto questo è stato bruciato nei campi o abbandonato in discarica. CP Group, il più grande conglomerato privato della Thailandia con un fatturato annuo superiore a 70 miliardi di dollari, ha deciso di trasformare questo problema in un modello di business.

Il programma Circular Loop, descritto nel dettaglio da Nation Thailand l'11 luglio 2026, costruisce un ciclo chiuso: gli scarti agricoli vengono raccolti, trasformati e reimmessi nella produzione sotto forma di mangimi, fertilizzanti ed energia. Non si tratta di beneficenza, ma di integrazione verticale di nuova generazione.

Fatti chiave

  • CP Group è il maggiore conglomerato thailandese, con attività che vanno dalla produzione di sementi alla rete di negozi 7-Eleven in tutta l'Asia. Il fatturato del gruppo supera i 70 miliardi di dollari l'anno.

  • Il programma Circular Loop mira a chiudere il ciclo degli scarti agricoli: i sottoprodotti dell'agricoltura e dell'industria alimentare vengono trasformati in mangimi, fertilizzanti e fonti energetiche, distribuiti a migliaia di piccoli agricoltori in tutta la Thailandia.

  • L'iniziativa include anche rifiuti domestici come fanghi di depurazione, gusci d'uovo e residui del biogas: entro il 2023 l'energia rinnovabile derivata da biomassa e biogas ha già iniziato a sostituire il carbone, riducendo le emissioni.

  • L'iniziativa coinvolge non solo la Thailandia, ma anche altri paesi del Sud-Est asiatico dove CP Group è operativo: Vietnam, Cambogia, Myanmar, Laos.

  • Secondo Nation Thailand, dati riportati l'11 luglio 2026, CP Group si posiziona come motore regionale delle iniziative waste-to-value.

  • La divisione retail del gruppo, CP Axtra (che gestisce Makro e Lotus's in oltre 2.700 punti vendita), ha ridotto gli scarti giornalieri nei negozi Makro da circa 100 tonnellate a circa la metà negli ultimi due o tre anni, deviando oltre 75.000 tonnellate di rifiuti dalle discariche nel 2023.

  • La strategia punta a ridurre l'impatto ambientale del settore agricolo e a rafforzare la sicurezza alimentare della regione, inserendosi nel trend globale degli investimenti ESG che nel 2026 condiziona l'accesso delle grandi aziende asiatiche ai mercati di capitale internazionali.

Storia e contesto

Per comprendere la portata di questa strategia, occorre conoscere le origini di CP Group. L'azienda fu fondata nel 1921 a Bangkok dai fratelli Chearavanont, immigrati cinesi che avviarono un piccolo commercio di sementi. In un secolo, quel business familiare si è trasformato in un conglomerato transnazionale attivo in 21 paesi. CP Group controlla Charoen Pokphand Foods, uno dei maggiori produttori di carne e mangimi al mondo, oltre a una rete di più di 13.000 punti vendita 7-Eleven nella sola Thailandia.

È proprio questa integrazione verticale, dal campo allo scaffale, a rendere Circular Loop una mossa logica. Quando un'azienda coltiva mais, lo trasforma in mangime, alleva suini e polli, lavora la carne e la vende attraverso la propria rete al dettaglio, gli scarti si generano ad ogni fase della filiera. Un tempo rappresentavano un costo. Oggi CP Group li trasforma in una voce di ricavo.

Un esempio concreto: la lolla di riso, che gli agricoltori thailandesi bruciano tradizionalmente (contribuendo allo smog che soffoca Bangkok ogni febbraio-marzo), può diventare combustibile per bioelettrocentrali o materia prima per fertilizzanti a base di silicio. CP Group sta costruendo la logistica necessaria per raccogliere questi scarti, offrendo agli agricoltori un'alternativa concreta alla combustione a cielo aperto.

C'è anche un contesto meno evidente ma altrettanto significativo. La Thailandia è il secondo maggiore esportatore di riso al mondo e tra i principali esportatori di zucchero, gomma e manioca. Il settore agricolo rappresenta circa l'8-9% del PIL del paese, ma impiega quasi il 30% della forza lavoro. Nonostante ciò, la gestione dei rifiuti nelle aree rurali resta rudimentale. Circular Loop, di fatto, costruisce un'infrastruttura là dove lo Stato non è riuscito a intervenire per decenni.

Per gli investitori attivi in Thailandia, questo è un segnale chiaro: i grandi player dell'economia scommettono sulla sostenibilità non per filantropia, ma per pragmatismo puro. Accesso alla finanza verde, conformità ESG e riduzione dei costi operativi sono le motivazioni reali. I terreni vicini agli impianti di lavorazione di CP Group nelle province di Nakhon Ratchasima, Chonburi e Saraburi registrano già, secondo stime di mercato, una crescita di valore del 5-8% anno su anno.

Un ulteriore aspetto spesso trascurato: Circular Loop rafforza la posizione geopolitica della Thailandia nella regione. Quando CP Group estende il modello a Vietnam, Cambogia e Laos, questi paesi ricevono tecnologia e investimenti, mentre la Thailandia consolida il proprio ruolo di hub regionale dell'agribusiness. Ciò influisce sui flussi di capitale, sui progetti infrastrutturali e, in ultima analisi, sul mercato immobiliare nelle zone industriali e logistiche, in particolare nel corridoio economico orientale (EEC).

Vale la pena notare anche un'altra iniziativa parallela del gruppo: il progetto Reforest Tokenisation, un pilota che copre oltre 10.000 rai tra Chiang Mai, Chiang Rai e Tak, in collaborazione con la Mae Fah Luang Foundation, pensato per generare reddito per circa 200 famiglie locali attraverso servizi ecosistemici. Un segnale che l'approccio circolare di CP Group va ben oltre gli scarti agricoli, estendendosi al capitale naturale del paese.

FAQ

Cos'è il Circular Loop di CP Group?

È un programma di riciclo a ciclo chiuso degli scarti agricoli. CP Group raccoglie i sottoprodotti dell'agricoltura e dell'industria alimentare, trasformandoli in mangimi, fertilizzanti ed energia. Il modello, descritto nel luglio 2026, punta a espandersi in tutto il Sud-Est asiatico.

Quanto è grande CP Group?

È il maggiore conglomerato privato thailandese, con un fatturato superiore a 70 miliardi di dollari e attività in 21 paesi. Possiede Charoen Pokphand Foods, la rete 7-Eleven in Thailandia e decine di altre aziende, inclusa la divisione retail CP Axtra (Makro, Lotus's).

Come influisce Circular Loop sul mercato immobiliare thailandese?

I nuovi impianti di lavorazione creano occupazione e infrastrutture nelle province rurali. Secondo stime di mercato, i terreni vicini ai grandi impianti di CP Group nelle province di Chonburi e Nakhon Ratchasima aumentano di valore del 5-8% l'anno.

Quali rifiuti tratta CP Group?

Lolla di riso, steli di mais, scarti della lavorazione di manioca e canna da zucchero, sottoprodotti della lavorazione della carne, oltre a rifiuti domestici come fanghi di depurazione e gusci d'uovo. Tutto viene trasformato in biocombustibile, fertilizzanti organici e componenti per mangimi.

In quali paesi opera il programma?

La base principale è la Thailandia. L'espansione è prevista verso Vietnam, Cambogia, Myanmar e Laos, dove CP Group ha già asset agroindustriali attivi.

Perché è rilevante per chi investe nel real estate thailandese?

L'agenda ESG determina l'accesso delle grandi aziende ai capitali internazionali. Le regioni dove CP Group sviluppa l'infrastruttura Circular Loop ricevono un impulso di crescita economica, con effetti positivi sul valore dei terreni e degli immobili commerciali.

Il programma è collegato al corridoio economico orientale (EEC)?

Sì, la provincia di Chonburi e le aree limitrofe rientrano sia nella zona EEC sia nel perimetro operativo di CP Group, generando un doppio stimolo per la crescita del valore degli asset.

È possibile investire direttamente in CP Group?

Le azioni delle società controllate da CP Group sono quotate alla Borsa di Thailandia (SET). L'accesso diretto per gli investitori stranieri è possibile tramite conti di intermediazione con licenza BOI.

Fonte: Nation Thailand

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