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Trasferirsi in Thailandia nel 2026: cosa e cambiato davvero per gli expat

11 agosto 2026

Ogni anno migliaia di expat internazionali pianificano il trasferimento in Thailandia basandosi su guide datate al 2020 o su consigli di forum dove metà degli utenti e già rientrato in patria. Nel 2026 le regole del gioco sono cambiate a tal punto che anche gli expat con 5-7 anni di residenza nel paese devono rivedere le proprie strategie.

I cambiamenti principali riguardano tre aree: residenza fiscale, requisiti dei visti e assicurazione sanitaria obbligatoria. Chi non si adatta rischia sanzioni o la perdita del diritto di soggiorno.

Fatti chiave

  • La residenza fiscale in Thailandia si attiva con 180 giorni o più di permanenza nel paese durante l'anno solare. Dal 2024 tutti i redditi trasferiti in Thailandia dall'estero sono soggetti a tassazione, indipendentemente dall'anno in cui sono stati percepiti.

  • Il costo della vita per una persona a Bangkok va da 40.000 a 70.000 baht al mese (escluso affitto), sulle isole da 35.000 baht. L'affitto di un monolocale nel centro di Bangkok parte da 15.000 baht.

  • Le opzioni di visto 2026 includono il visto pensionistico (O-A, eta 50+, deposito di 800.000 baht), il Digital Nomad Visa (DTV), il visto premium Thailand Privilege (a partire da 600.000 baht per 5 anni) e il visto di lavoro Non-B.

  • L'assicurazione sanitaria obbligatoria per i titolari del visto O-A richiede una copertura minima di 40.000 dollari per ricoveri ospedalieri e 15.000 dollari per cure ambulatoriali.

  • A Phuket e Koh Samui le autorita hanno intensificato i controlli sulle strutture nominee: il Department of Business Development ha segnalato oltre 7.000 aziende sospettate di usare schemi illegali di proprietà, soprattutto nel settore immobiliare.

  • A Phuket è ora disponibile un visto di soggiorno di lungo periodo (1 anno, rinnovabile) per chi acquista un condominio da almeno 3 milioni di baht o affitta un immobile per un valore di almeno 85.000 baht al mese.

Storia e contesto

Fino al 2024 la Thailandia era di fatto un paradiso fiscale per gli expat. La vecchia interpretazione del codice tributario permetteva di non pagare tasse sui redditi esteri se il denaro veniva trasferito nel paese oltre un anno dopo essere stato percepito. Questa scappatoia attirava pensionati e lavoratori da remoto da tutto il mondo. Tuttavia il Revenue Department thailandese ha rivisto la propria posizione: dal 1° gennaio 2024 tutte le somme trasferite nel regno sono soggette a dichiarazione e a potenziale tassazione secondo un'aliquota progressiva dal 5% al 35%.

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Per investitori e pensionati internazionali questo ha creato una realtà completamente nuova. Chi trasferisce su un conto thailandese 100.000 baht al mese come reddito pensionistico è ora obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. Esistono accordi contro la doppia imposizione tra la Thailandia e numerosi paesi, ma la loro applicazione pratica richiede una pianificazione fiscale accurata e spesso la consulenza di un contabile locale (costo medio da 5.000 a 15.000 baht per la preparazione della dichiarazione annuale).

Anche la scelta della zona di residenza è diventata più consapevole. Se 10 anni fa gli expat si concentravano soprattutto a Phuket o Pattaya, nel 2026 esiste una netta differenziazione per tipo di residente. Chiang Mai attira i lavoratori da remoto grazie ad affitti contenuti (da 8.000 baht per uno studio) e a una comunità di coworking sviluppata. Bangkok viene scelta da chi ha bisogno di scuole internazionali e infrastrutture business. Hua Hin e Cha-am restano località tranquille orientate ai pensionati, con uno stile di vita più conservativo. Phuket si è spostata verso il segmento premium: l'affitto medio di una villa con tre camere qui raggiunge i 60.000-120.000 baht al mese.

Un capitolo a parte riguarda il mercato delle ville di lusso. Secondo il Bangkok Post, il governo thailandese ha intensificato i controlli per chiudere la scappatoia delle strutture nominee che permettevano agli stranieri di superare i limiti sulla proprietà della terra: sono state segnalate migliaia di aziende con partecipazioni straniere a Koh Phangan e Koh Samui, e oltre 7.000 attività sospettate di utilizzare schemi illegali, principalmente nel settore immobiliare. Questo ha spinto molti acquirenti di ville a Phuket e Koh Samui a rallentare le decisioni per riconsiderare le strutture di proprietà, anche se la domanda estera complessiva non risulta significativamente diminuita.

Parallelamente, a Phuket è stato chiarito un nuovo schema di visti di lungo periodo legati all'acquisto immobiliare: chi compra un condominio da almeno 3 milioni di baht, oppure affitta un immobile per almeno 85.000 baht al mese, può ottenere un visto annuale rinnovabile pensato per attrarre investitori stranieri e sostenere il mercato residenziale.

Una storia separata è quella del visto Thailand Privilege (ex Thailand Elite). Nel 2026 il pacchetto minimo costa 600.000 baht per 5 anni. È il modo più semplice per ottenere un soggiorno di lungo termine senza dover dimostrare reddito o depositi bancari. Ma è importante capire: questo visto non concede il permesso di lavoro e non esenta dalle tasse. Resta comunque una delle opzioni più popolari tra gli expat benestanti che apprezzano il minimo di burocrazia.

Il visto Digital Nomad (DTV), lanciato nel 2024, permette di lavorare da remoto dalla Thailandia per un periodo fino a 180 giorni, con possibilità di rinnovo. I requisiti includono un reddito dimostrabile da 40.000 baht al mese e un contratto con un datore di lavoro estero. Per i freelance senza contratto fisso resta una zona grigia: l'immigrazione thailandese interpreta le regole in modo non uniforme, e molto dipende dall'ufficio specifico.

L'assicurazione sanitaria è passata da semplice raccomandazione a condizione obbligatoria. Per il visto pensionistico O-A la polizza deve essere emessa da una compagnia assicurativa thailandese o essere accreditata presso l'ambasciata thailandese. Una polizza annuale per una persona tra 55 e 65 anni costa tra 25.000 e 60.000 baht in base alla copertura. La mancanza di assicurazione può comportare il rifiuto del rinnovo del visto.

Va menzionata anche la concorrenza dei paesi vicini. La Malesia nel 2026 ha inasprito le condizioni del programma MM2H (deposito da 500.000 ringgit per la categoria Silver), rendendo la Thailandia relativamente più accessibile. L'Indonesia ha lanciato il Second Home Visa con un deposito da 130.000 dollari, più costoso dell'equivalente thailandese ma con condizioni più flessibili per gli investitori immobiliari. Ogni paese compete per attrarre residenti benestanti, e per ora la Thailandia vince grazie a infrastrutture e sanità.

Se state pianificando un viaggio esplorativo prima del trasferimento, iniziate con 2-3 settimane nella località scelta. Vivere in un paese e trascorrervi le vacanze sono esperienze profondamente diverse.

FAQ

Devo pagare le tasse in Thailandia se sono pensionato?

Sì, se soggiornate nel paese per più di 180 giorni all'anno e trasferite denaro dall'estero. I redditi sono tassati secondo un'aliquota progressiva dal 5% al 35%. Gli accordi contro la doppia imposizione possono ridurre l'aliquota effettiva.

Quanto denaro serve per trasferirsi in Thailandia nel 2026?

Il budget minimo per una persona va da 50.000 a 80.000 baht al mese, affitto incluso. Per il visto pensionistico è richiesto un deposito di 800.000 baht su un conto thailandese oppure un reddito mensile dimostrabile da almeno 65.000 baht.

Qual è il visto migliore per un lavoratore da remoto?

Il Digital Nomad Visa (DTV) è adatto a chi ha un contratto con un datore di lavoro estero e un reddito da 40.000 baht. Per i freelance senza contratto formale l'esito è meno prevedibile: conviene considerare il Thailand Privilege.

L'assicurazione sanitaria è obbligatoria per vivere in Thailandia?

Per il visto O-A (pensionistico) sì, è un requisito obbligatorio con copertura minima di 40.000 dollari per il ricovero ospedaliero. Senza polizza il visto non viene rinnovato.

In cosa la Thailandia è migliore della Malesia per trasferirsi?

Il programma MM2H in Malesia richiede un deposito da 500.000 ringgit (circa 3,5 milioni di baht). In Thailandia il visto pensionistico costa meno (deposito di 800.000 baht), e la qualità sanitaria nei principali ospedali è paragonabile agli standard di Singapore.

Posso comprare un immobile in Thailandia e ottenere un visto?

L'acquisto immobiliare da solo non garantisce un visto. Tuttavia possedere un condominio da almeno 3 milioni di baht a Phuket può essere sufficiente per il nuovo visto di lungo periodo legato agli investimenti immobiliari, oppure un argomento valido per le categorie di investimento del Thailand Privilege.

Dove in Thailandia è più economico vivere per un expat?

Chiang Mai resta l'opzione più economica: affitto da 8.000 baht, pranzo in un locale tipico da 50 baht. Bangkok e Phuket sono decisamente più costose, soprattutto nelle zone con infrastrutture internazionali.

Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?

Le sanzioni per la mancata dichiarazione arrivano fino a 200.000 baht o alla detenzione fino a 1 anno, anche se in pratica il Revenue Department in genere inizia con avvisi e accertamenti. Non conviene comunque ignorare le nuove regole.

Fonte: Bangkok Post

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