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Import, export e produzione in Thailandia: 5 passi per avviare il business nel 2026
La Thailandia si conferma nel 2026 come il principale punto di ingresso per gli imprenditori internazionali che vogliono operare nel Sud-Est asiatico. L'interscambio commerciale tra i Paesi esteri e la Thailandia continua a crescere, con un volume complessivo che supera i 3,5 miliardi di dollari nelle categorie più rilevanti. Tra l'idea e la prima spedizione, però, si trova un percorso complesso: licenze, restrizioni alla proprietà straniera, normativa sul lavoro. Analizziamo ogni aspetto con precisione.
Risposta rapida
- Proprietà straniera al 100% è possibile per le società import-export — ma solo tramite la Foreign Business License (FBL) o il programma BOI
- Il capitale sociale minimo per una società a partecipazione straniera è 2 milioni di baht per ogni permesso di lavoro (Work Permit)
- La Factory License è obbligatoria per impianti con oltre 50 dipendenti o potenza installata superiore a 50 CV
- Il salario minimo in Thailandia nel 2026 è di 370–400 baht al giorno, a seconda della provincia
- La Thailandia è membro dell'ASEAN, che garantisce dazi zero o ridotti verso 9 Paesi limitrofi
- Il programma BOI (Board of Investment) offre esenzioni fiscali fino a 8 anni e proprietà straniera al 100% senza FBL
Scenari e opzioni
Scenario 1 — Società import-export a controllo straniero totale
La Thailandia disciplina le attività commerciali straniere attraverso il Foreign Business Act (FBA). Il commercio al dettaglio interno rientra nella Lista 3 — vietato agli stranieri senza autorizzazione specifica. Tuttavia, l'export puro e il commercio all'ingrosso di prodotti importati sono accessibili tramite la Foreign Business License, rilasciata dal Dipartimento del Commercio.
La strada più pratica è registrare una Thai Limited Company con partecipazione straniera fino al 49%, oppure ottenere la certificazione BOI, che elimina il vincolo sulla quota di proprietà.
Attenzione critica: l'utilizzo di soci tailandesi fittizi (nominee shareholders) costituisce reato penale ai sensi della legge tailandese. Le sanzioni arrivano fino a 1 milione di baht e 3 anni di reclusione. Il Dipartimento delle Indagini Speciali (DSI) ha intensificato i controlli negli ultimi anni.
Scenario 2 — Produzione tessile con export verso ASEAN e mercati internazionali
La Thailandia è il secondo hub tessile del Sud-Est asiatico dopo il Vietnam. Il costo di produzione è 30–40% inferiore rispetto alla Cina, con qualità comparabile. I passaggi fondamentali per avviare una fabbrica sono:
- Registrazione della società — Thai Limited Company o società con certificazione BOI
- Ottenimento della Factory License — tramite il Dipartimento delle Opere Industriali (DIW)
- Affitto o acquisto del terreno — gli stranieri non possono possedere terreni direttamente; si opera tramite persona giuridica tailandese o zone industriali dedicate
- Assunzione del personale — rapporto minimo di 4 dipendenti tailandesi per ogni lavoratore straniero
- Logistica export — il porto di Laem Chabang movimenta oltre 8 milioni di TEU all'anno ed è tra i primi 20 al mondo per traffico container
Le principali destinazioni export raggiungono Bangkok via rotta marittima in 25–35 giorni. Il costo di un container da 40 piedi varia da 3.500 a 5.000 dollari in base alla stagione.
Scenario 3 — Importazione di prodotti europei e internazionali in Thailandia
Le categorie merceologiche più richieste sul mercato tailandese includono:
- Fertilizzanti e agrofarmaci — la Thailandia importa fertilizzanti per oltre 2 miliardi di dollari l'anno
- Acciaio e prodotti metallurgici
- Frumento e farine — il Paese non produce grano e dipende totalmente dall'import
- Cosmetici e prodotti per la cura personale — in forte crescita sui marketplace Shopee e Lazada
- Software e soluzioni IT
- Integratori alimentari e nutrizione sportiva
- Prodotti petrolchimici
Per importare alimenti è richiesta la registrazione presso la Thai FDA — la procedura richiede da 2 a 6 mesi e prevede analisi di laboratorio, certificazione e etichettatura in lingua tailandese.
Tabella comparativa — Strutture societarie a confronto
| Parametro | Import-Export | Produzione (fabbrica) | Società commerciale (mercato interno) | Società BOI |
|---|---|---|---|---|
| Proprietà straniera al 100% | Tramite FBL | Tramite BOI | Solo fino al 49% senza FBL | Sì, sempre |
| Capitale minimo | 2 milioni di baht | 2–5 milioni di baht | 2 milioni di baht | 2 milioni di baht |
| Factory License | Non richiesta | Obbligatoria | Non richiesta | Dipende dall'attività |
| Tempistica di registrazione | 4–6 settimane | 8–16 settimane | 2–4 settimane | 8–20 settimane |
| Imposta sul reddito | 20% (0% con BOI) | 20% (0% con BOI fino a 8 anni) | 20% | 0% fino a 8 anni |
| IVA | 7% (export: 0%) | 7% (export: 0%) | 7% | 7% (export: 0%) |
| Rapporto Thai/stranieri | 4:1 | 4:1 | 4:1 | 4:1 |
Rischi principali ed errori
1. Soci nominali (nominee shareholders). L'errore più comune e più pericoloso. Il DSI identifica sistematicamente le strutture fittizie. Il numero di procedimenti aperti è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni. Non percorrere questa strada.
2. Sottovalutazione dei tempi burocratici. Ottenere tutte le licenze per un impianto produttivo può richiedere 4–6 mesi. Pianificare buffer di tempo e budget adeguati è fondamentale.
3. Classificazione doganale errata. Un errore nei codici HS (Harmonized System) causa blocchi alla dogana, sanzioni e possibile confisca della merce. È indispensabile affidarsi a uno spedizioniere doganale con licenza.
4. Ignorare il diritto del lavoro tailandese. La normativa protegge fortemente i lavoratori. Il licenziamento senza giusta causa comporta una buonuscita fino a 400 giorni di retribuzione per anzianità superiore a 20 anni.
5. Retribuzioni sotto il minimo legale. Pagare meno del salario minimo è un reato penale con sanzione fino a 100.000 baht e 6 mesi di detenzione.
6. Assenza di Work Permit per il direttore straniero. Anche il titolare della società non può lavorare in Thailandia senza permesso di lavoro regolare. La sanzione è fino a 100.000 baht e deportazione.
FAQ
Un cittadino straniero può aprire una società import-export in Thailandia? Sì. Tramite la Foreign Business License o il programma BOI. Con la registrazione standard di una Thai Ltd., la quota straniera è limitata al 49%.
Quanto costa registrare una società? La registrazione di una Thai Limited Company richiede in genere 20.000–50.000 baht di onorari legali. Il capitale sociale minimo è di 2 milioni di baht per ogni Work Permit.
Che cos'è il BOI e perché è importante? Il Board of Investment è l'agenzia governativa che promuove gli investimenti esteri. Le società con certificazione BOI ottengono: proprietà straniera al 100%, esenzione fiscale fino a 8 anni, diritto al possesso di terreni, visti semplificati per i dipendenti stranieri.
La Factory License è necessaria per una piccola produzione? No. Se l'impianto ha meno di 50 dipendenti e potenza inferiore a 50 CV, la licenza non è obbligatoria. È comunque necessario notificare il Dipartimento delle Opere Industriali.
Qual è il salario minimo in Thailandia nel 2026? 370–400 baht al giorno in base alla provincia. A Bangkok e nelle zone turistiche si applica la fascia alta. I lavoratori qualificati in ambito produttivo guadagnano 15.000–25.000 baht al mese.
È possibile importare prodotti alimentari in Thailandia? Sì, con registrazione presso la Thai FDA. Il processo dura da 2 a 6 mesi e include analisi di laboratorio, certificazioni obbligatorie e etichettatura in lingua tailandese.
Quali tasse paga una società export? Imposta sul reddito: 20% (0% con BOI). IVA sull'export: 0%. Imposta sul reddito del direttore straniero: da 5% a 35% con aliquota progressiva.
Come rimpatriare i profitti all'estero? La Banca di Thailandia consente il rimpatrio degli utili. È necessario presentare le dichiarazioni fiscali e la prova del pagamento delle imposte. Non esistono controlli valutari sui trasferimenti in uscita fino a 50.000 dollari al giorno.
Dove conviene localizzare un impianto produttivo? Le zone industriali più competitive sono l'Eastern Seaboard (Chonburi, Rayong) — vicine al porto di Laem Chabang — e le aree di Nakhon Ratchasima e Chiang Mai, dove affitti e salari sono più contenuti.
La Thailandia non è il mercato più semplice per iniziare, ma offre uno dei migliori rapporti costi-infrastrutture-accesso ai mercati ASEAN nell'intera regione. La regola d'oro: costruire la struttura giuridica corretta fin dall'inizio. Un errore in questa fase costa molto di più di una consulenza professionale.
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