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Indonesia Sfida la Thailandia: 28 Miliardi di Dollari per i Centri Finanziari di Giacarta e Bali
Il Sud-est asiatico è al centro di una nuova corsa al capitale internazionale. L'Indonesia ha annunciato un investimento di 28 miliardi di dollari per creare centri finanziari internazionali a Giacarta e a Bali, puntando direttamente ai flussi di capitale che oggi si dirigono verso Singapore, Hong Kong e Bangkok. Per gli investitori internazionali già attivi sul mercato immobiliare thailandese, questo è un segnale chiaro: l'ambiente competitivo della regione sta cambiando.
La domanda non è se l'Indonesia diventerà un player serio. La domanda è quando gli investitori inizieranno a ridistribuire i loro portafogli, e se sia già il momento di guardare alla Thailandia con occhi diversi.
Risposta rapida
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28 miliardi di dollari: è il volume dichiarato degli investimenti statali indonesiani nei nuovi hub finanziari di Giacarta e Bali (dati Nikkei Asia)
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L'Indonesia sta preparando un pacchetto di incentivi fiscali per attrarre capitale internazionale verso i nuovi centri finanziari
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Il problema chiave del progetto: gli investitori richiedono certezza giuridica, che l'Indonesia non ha ancora garantito
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La Thailandia mantiene vantaggi concreti: infrastrutture sviluppate, sistema di registrazione della proprietà trasparente (freehold per i condomini), flusso turistico stabile oltre 35 milioni di persone nel 2025 (TAT)
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Per chi investe in immobili thailandesi, il progetto indonesiano crea un rischio competitivo di medio termine, ma su un orizzonte di 3-5 anni la posizione della Thailandia resta solida
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Il rendimento medio da locazione dei condomini a Bangkok si attesta al 5-7% annuo, a Phuket fino all'8-10% in alta stagione
Fatti chiave
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La portata della scommessa. I 28 miliardi di dollari rappresentano circa il 2,5% del PIL indonesiano. Per confronto, l'intero Eastern Economic Corridor thailandese vale 45 miliardi di dollari, ma è distribuito su un decennio e copre l'industria, non solo la finanza
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Bali come hub finanziario. L'Indonesia punta su un'isola con circa 4,4 milioni di abitanti e una solida base turistica. L'idea è combinare l'attrattiva lifestyle con infrastrutture finanziarie, seguendo il modello che Dubai ha realizzato con successo attraverso il DIFC
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La barriera legale. Gli stranieri in Indonesia non possono possedere terreni in piena proprietà (hak milik). Sono disponibili solo il diritto d'uso (hak pakai, fino a 80 anni) e il diritto di costruzione (hak guna bangunan). Una differenza fondamentale rispetto alla Thailandia, dove uno straniero può possedere un condominio in regime di freehold
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La Thailandia non resta ferma. Bangkok sta sviluppando il proprio cluster finanziario, One Bangkok, con investimenti di Frasers Property e TCC Group stimati in 3,5 miliardi di dollari, mentre Phuket rafforza il segmento immobiliare premium
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Il fattore valutario. La rupia indonesiana ha perso circa il 5% sul dollaro nell'ultimo anno. Il baht thailandese ha mostrato maggiore stabilità, elemento cruciale per chi calcola i rendimenti in valuta forte
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Il divario infrastrutturale. Bangkok dispone di due aeroporti internazionali e di un sistema BTS/MRT integrato con solide infrastrutture bancarie. Giacarta ha lanciato la prima linea della metropolitana solo nel 2019, e Bali non dispone ancora di trasporto su rotaia
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La demografia dalla parte dell'Indonesia. Una popolazione di 275 milioni di persone contro i 72 milioni della Thailandia. Nel lungo periodo questo garantisce all'Indonesia un mercato interno molto più ampio
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Phuket resta magnete per gli investitori internazionali. Secondo il Bangkok Post, Phuket continua ad attrarre acquirenti stranieri anche in un contesto di instabilità regionale, con forte interesse da parte di investitori provenienti dal Medio Oriente e dall'Europa nel segmento dei condomini di lusso
FAQ
Bisogna temere la concorrenza dell'Indonesia se si investe in immobili thailandesi?
Su un orizzonte di 3-5 anni, no. I centri finanziari indonesiani sono ancora in fase di pianificazione. Anche nello scenario migliore, la realizzazione richiederà 7-10 anni. Il mercato immobiliare thailandese è maturo, liquido e trasparente. Per chi investe oggi, i fondamentali della Thailandia non sono cambiati.
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Perché gli investitori chiedono certezza giuridica all'Indonesia?
Il diritto immobiliare indonesiano è complesso, le procedure di registrazione poco trasparenti e il sistema giudiziario lento. I grandi fondi non sono disposti a collocare capitale senza garanzie sulla tutela della proprietà, meccanismi arbitrali e un regime fiscale stabile. Finché queste questioni non saranno risolte, le promesse di incentivi resteranno sulla carta.
Si possono confrontare Bali e Phuket come destinazioni d'investimento?
Entrambe le isole attraggono acquirenti lifestyle e il business degli affitti brevi. Ma Phuket vince su tre fronti: la possibilità di proprietà freehold dei condomini per gli stranieri, un'occupazione media hotel più alta (75-80% secondo STR) e un sistema di gestione locativa più maturo. Secondo il Bangkok Post, il mercato di lusso di Phuket resterà solido anche nel 2026, sostenuto dalla domanda estera in zone come Bang Tao, Laguna, Layan, Kamala e Cherng Talay.
Quali incentivi fiscali offre l'Indonesia?
Il pacchetto definitivo non è ancora stato approvato. Si discute di: riduzione dell'imposta sulle società allo 0% per 10 anni per i residenti del centro finanziario, esenzione dalla tassa sui dividendi e regimi visto semplificati. Ma senza leggi approvate resta una dichiarazione d'intenti.
Come influenzerà il progetto indonesiano i prezzi a Bangkok e Phuket?
Non si prevede un impatto diretto sui prezzi. Il mercato immobiliare thailandese è guidato dalla domanda interna, dal turismo e dalla migrazione dei nomadi digitali. Anche se parte del capitale istituzionale si spostasse verso l'Indonesia, il segmento dei condomini per investitori privati in Thailandia resterebbe stabile.
Dove è più conveniente investire adesso: Thailandia o Indonesia?
La Thailandia. Il mercato funziona, le regole sono chiare, i rendimenti sono prevedibili. L'Indonesia è una scommessa sul futuro con un alto livello di incertezza. Una strategia ragionevole è costruire oggi un portafoglio di base in Thailandia, per poi tornare a valutare il mercato indonesiano quando il quadro giuridico sarà approvato e testato.
Quali zone della Thailandia sono più resistenti alla concorrenza regionale?
Le location premium con offerta limitata: Sukhumvit e Silom a Bangkok, Bang Tao e Laguna a Phuket, Bo Phut a Koh Samui. Queste aree attraggono acquirenti per cui l'Indonesia non rappresenta un'alternativa, a causa della differenza nel regime legale e nella qualità della vita.
La scommessa indonesiana da 28 miliardi di dollari è ambiziosa e merita attenzione. Ma tra l'annuncio di un megaprogetto e un reale flusso di capitali si apre un abisso fatto di leggi, istituzioni e fiducia degli investitori. La Thailandia ha già percorso questa strada decenni fa. Per chi investe oggi, il mercato thailandese resta la scelta più equilibrata nel Sud-est asiatico in termini di rendimento, tutela giuridica e qualità della vita.
Source: Nikkei Asia
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