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IVA in Thailandia al 7%: cosa significa per gli investitori immobiliari

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IVA in Thailandia al 7%: cosa significa per gli investitori immobiliari

1 aprile 2026
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La Thailandia ha nuovamente prorogato l'aliquota IVA agevolata al 7%, rinviando il previsto aumento al 10%. Per chi acquista immobili, non si tratta di una semplice notizia macroeconomica: è un risparmio concreto di centinaia di migliaia di baht per ogni transazione.

Perché la Thailandia mantiene l'IVA al 7%?

Il governo tailandese ha confermato la proroga dell'aliquota ridotta per il periodo 1 ottobre 2025 – 30 settembre 2026. Il viceministro delle Finanze ha dichiarato apertamente che l'aumento viene rinviato per evitare un brusco rialzo dei prezzi al consumo.

Non è la prima volta. L'aliquota al 7% è in vigore dal 1999 — formalmente come misura temporanea. In 26 anni, nessun governo ha mai osato ripristinare il livello base del 10%. Il contesto attuale rafforza questa scelta: pressioni sul settore export, consumi interni in lenta ripresa e un'inflazione molto sensibile agli shock fiscali.

L'impatto concreto sull'acquisto di immobili

Per gli investitori, l'IVA incide direttamente sul costo della transazione:

  • Acquisto di nuove costruzioni: su un appartamento da 5 milioni di baht, la differenza tra 7% e 10% vale 150.000 baht — circa 4.200 dollari. Su una villa da 15 milioni, il risparmio sale a 450.000 baht.
  • Materiali e ristrutturazioni: l'aliquota ridotta contiene i costi di costruzione e i prezzi finali per l'acquirente.
  • Spese correnti: utenze, gestione condominiale, manutenzione — ogni voce include IVA. Tre punti percentuali in meno si accumulano in modo significativo nel tempo.
  • Business locativo: chi supera 1,8 milioni di baht annui di affitti deve registrarsi come contribuente IVA. Al 7% anziché 10%, il margine netto cresce in modo diretto.

Conviene agire prima del 2026?

L'aumento nel 2026 rimane improbabile, ma non impossibile. Il debito pubblico si avvicina al tetto del 70% del PIL e le istituzioni internazionali — FMI e Banca Mondiale — raccomandano da tempo un allargamento della base fiscale. Il costo politico, però, resta elevato.

Per gli investitori il messaggio è chiaro: la finestra fiscale favorevole è aperta, ma non è permanente. L'attuale combinazione di IVA ridotta, baht stabile e flussi turistici in crescita rappresenta un punto d'ingresso ottimale — che si tratti di un condominio a Phuket, una villa a Koh Samui o un appartamento a Bangkok.

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