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Metodi di risoluzione delle controversie in Thailandia: negoziazione, mediazione, arbitrato, tribunale

In breve

Come uno straniero in Thailandia può risolvere una controversia in materia di locazione, acquisto immobiliare o contratto: quattro percorsi dalla negoziazione al tribunale, con relativi costi, tempi e possibilità di esecuzione delle decisioni.

Risposta sintetica

In Thailandia una controversia può essere risolta in quattro modi: negoziazione, mediazione (conciliazione con l'intervento di un terzo neutrale), arbitrato e ricorso al tribunale. Più si sale in cima a questo elenco, meno costoso, più rapido e meno gravoso è il percorso. Il tribunale e l'arbitrato producono una decisione coattivamente eseguibile, ma comportano costi e tempi significativi; pertanto, nella quasi totalità dei casi è opportuno iniziare dalla negoziazione e dalla mediazione.

Negoziazione: il primo e meno costoso passo

La negoziazione diretta con la controparte non è disciplinata da una legge specifica, ma costituisce il punto di partenza di quasi qualsiasi controversia: relativa al deposito cauzionale per la locazione, a un vizio dell'appartamento acquistato, al ritardo del costruttore, alla restituzione di somme di denaro.

  • Vantaggi: rapidità, assenza di costi, tutela del rapporto tra le parti, condizioni flessibili (è possibile concordare un pagamento rateale, un rimborso parziale, lavori di riparazione in sostituzione del pagamento in denaro).
  • Svantaggi: il risultato non vincola nessuno finché non viene firmato un accordo scritto; in caso di squilibrio di forze, la parte più debole tende a cedere.
  • Aspetti rilevanti per lo straniero: mantenere la corrispondenza per iscritto (messaggistica istantanea, e-mail) e documentare gli accordi raggiunti. Qualsiasi accordo definitivo deve essere redatto per iscritto e sottoscritto da entrambe le parti: in Thailandia il documento scritto ha valore determinante come prova.

Qualora la negoziazione si arena, una lettera di diffida inviata da un avvocato thailandese spesso sblocca la situazione, poiché segnala la volontà di procedere oltre.

Mediazione: conciliazione con un terzo neutrale

La mediazione (mediation, conciliation) consiste in una negoziazione condotta con il supporto di un mediatore indipendente che assiste le parti nel trovare una soluzione, senza emettere alcun verdetto vincolante. In Thailandia esistono due tipologie.

Mediazione stragiudiziale: disciplinata dalla legge specifica sulla mediazione delle controversie (Dispute Mediation Act, B.E. 2562 del 2019), che consente di definire controversie civili prima di adire il tribunale. Caratteristica fondamentale: l'accordo raggiunto nell'ambito di tale mediazione, qualora soddisfi le condizioni stabilite dalla legge, può essere presentato al tribunale e acquisire forza esecutiva, trasformandosi così da semplice intesa in un documento coattivamente eseguibile.

Mediazione giudiziale (court-annexed): si svolge dopo la presentazione del ricorso, su iniziativa del tribunale. I tribunali thailandesi propongono attivamente alle parti di raggiungere un accordo nelle prime fasi del procedimento. Se le parti si accordano, il tribunale omologa la transazione, che viene eseguita come una sentenza.

  • Vantaggi: meno costosa e più rapida del procedimento giudiziario, riservatezza, condizioni flessibili, l'accordo può diventare coattivamente eseguibile.
  • Svantaggi: funziona soltanto se entrambe le parti sono disposte a trattare; il mediatore non può imporre una soluzione.
  • Consiglio per lo straniero: assicurarsi una traduzione di qualità. I malintesi dovuti alla barriera linguistica sono una causa frequente di fallimento della mediazione.

Arbitrato: un tribunale privato su base contrattuale

L'arbitrato è disciplinato dalla legge sull'arbitrato (Arbitration Act, B.E. 2545 del 2002), modellata sulla legge tipo UNCITRAL. La controversia non è esaminata da un giudice statale, bensì da un arbitro (o da un collegio arbitrale) designato dalle parti, la cui decisione (lodo arbitrale, award) ha carattere vincolante.

L'arbitrato è possibile soltanto se le parti vi hanno acconsentito in anticipo o successivamente, di norma tramite una clausola compromissoria inserita nel contratto. Le controversie sono amministrate, ad esempio, dal Thai Arbitration Institute (THAC).

  • Vantaggi: riservatezza, possibilità di scegliere un arbitro con competenze specifiche nel settore e nella lingua, flessibilità procedurale. Il principale vantaggio per lo straniero: la Thailandia è parte della Convenzione di New York del 1958, pertanto il lodo arbitrale thailandese è riconosciuto ed eseguito in numerosi paesi, e analogamente il lodo straniero è riconoscibile in Thailandia.
  • Svantaggi: può risultare costoso (onorari degli arbitri e dell'istituzione), e per l'esecuzione coattiva si deve comunque ricorrere al tribunale statale. In assenza di una clausola compromissoria, questo percorso non è accessibile.
  • Quando è indicato: operazioni commerciali di rilievo, contratti con costruttori o partner in cui l'importo della controversia giustifica le spese.

Tribunale: rimedio estremo con forza coattiva

Il tribunale statale rappresenta il meccanismo di ultima istanza quando gli altri strumenti non hanno prodotto risultati. Le controversie civili e commerciali sono trattate dai tribunali ordinari; nelle controversie relative a operazioni immobiliari si segue di norma il rito civile.

  • Vantaggi: emette una decisione vincolante indipendentemente dal consenso del convenuto; è prevista l'esecuzione forzata (sequestro di beni, pignoramento).
  • Svantaggi: il procedimento si svolge in lingua thailandese (sono necessarie la traduzione giurata dei documenti e la presenza di un interprete), richiede molto tempo, specialmente in caso di appello, è pubblico e impone il ricorso a un avvocato thailandese. Le spese processuali nelle cause di natura patrimoniale sono di norma calcolate in proporzione al valore della domanda.
  • Aspetti rilevanti per lo straniero: rispettare i termini di prescrizione (che variano a seconda del tipo di domanda), conservare gli originali dei contratti e dei documenti di pagamento, tradotti e autenticati. La sentenza del tribunale thailandese è eseguibile in Thailandia, ma non è automaticamente riconosciuta all'estero, a differenza del lodo arbitrale ai sensi della Convenzione di New York.

Confronto tra i metodi

MetodoRapiditàCostoVincolativitàEseguibilità
NegoziazioneElevataMinimaNo (fino alla firma)Solo tramite tribunale
MediazioneMediaBassa/mediaPer accordoPossibile (tramite tribunale)
ArbitratoMediaMedia/elevataElevata, anche all'estero
TribunaleBassaMedia/elevataElevata in Thailandia

Cosa fare

  1. Documentare tutto per iscritto fin dall'inizio: contratto, corrispondenza, ricevute, foto dei vizi. Nel diritto thailandese ha ragione chi ha i documenti.
  2. Iniziare dalla negoziazione e, in caso di stallo, inviare una diffida tramite un avvocato thailandese.
  3. Proporre la mediazione, soprattutto se si desidera preservare risorse economiche, tempo e il rapporto con la controparte; puntare a un accordo scritto e autenticato.
  4. Verificare la presenza di una clausola compromissoria nel contratto: se esiste, non è possibile adire il tribunale ordinario e la controversia sarà devoluta all'arbitrato.
  5. Ricorrere al tribunale con piena consapevolezza: calcolare preventivamente le spese processuali, i termini di prescrizione e i costi di traduzione, assumere un avvocato locale e non procrastinare per evitare di lasciar decorrere i termini.

Queste informazioni sono solo a scopo di riferimento e non costituiscono consulenza legale. Consulta un avvocato abilitato prima di qualsiasi transazione.