Contratto di lavoro e diritti del lavoratore in Thailandia: cosa deve sapere uno straniero
In breve
Come funziona il contratto di lavoro in Thailandia, quali diritti garantisce la Legge sulla tutela del lavoro e cosa è importante verificare per un lavoratore straniero prima di firmare.
Risposta sintetica
I diritti fondamentali del lavoratore in Thailandia sono tutelati dalla Legge sulla tutela del lavoro B.E. 2541 (Labour Protection Act, 1998), e le sue garanzie si applicano a tutti i dipendenti, compresi gli stranieri in possesso di regolare permesso di lavoro. La legge stabilisce la durata massima dell'orario di lavoro, la retribuzione degli straordinari, il salario minimo, le ferie retribuite e le norme obbligatorie sul regolamento interno. Il contratto può essere concluso verbalmente o per iscritto, ma il documento scritto offre una tutela molto maggiore, specialmente quando si tratta di visto e work permit.
A chi si applica la legge e come si formalizza il rapporto di lavoro
La Legge sulla tutela del lavoro si applica alla maggior parte dei lavoratori dipendenti del settore privato, indipendentemente dalla cittadinanza. Se siete regolarmente assunti da un'azienda tailandese e disponete di un permesso di lavoro (work permit), beneficiate delle stesse garanzie di base dei lavoratori tailandesi. Alcune categorie (ad esempio il pubblico impiego, il lavoro domestico senza scopo commerciale, alcune forme di lavoro agricolo) sono disciplinate in modo specifico, pertanto è sempre opportuno verificare il proprio status.
Per uno straniero, l'iter ordinario è il seguente:
- il datore di lavoro ottiene per il lavoratore un visto di categoria Non-Immigrant B;
- sulla base di tale visto, il Ministero del Lavoro rilascia il permesso di lavoro, legato a uno specifico datore di lavoro e a una specifica mansione;
- il rapporto di lavoro viene formalizzato con un contratto.
È importante comprendere che il permesso di lavoro è vincolato al datore di lavoro. Non è possibile cambiare posto di lavoro senza rinnovare il work permit, pena la violazione della normativa sull'immigrazione.
Orario di lavoro, straordinari e giorni di riposo
La legge limita la durata normale dell'orario di lavoro. Per la maggior parte delle mansioni, il limite è di otto ore al giorno e quarantotto ore settimanali; per le attività che possono essere dannose per la salute, il limite è inferiore. Nel corso della giornata lavorativa, il lavoratore ha diritto a una pausa di riposo dopo un determinato numero di ore consecutive di lavoro.
Principi fondamentali:
- Il lavoro straordinario è ammesso solo con il consenso del lavoratore (salvo casi specifici) ed è retribuito con una maggiorazione.
- Il lavoro nei giorni di riposo e il lavoro nei giorni festivi sono anch'essi retribuiti con tariffe maggiorate; le tariffe per gli straordinari in giorno festivo sono più elevate rispetto a quelle di un giorno lavorativo ordinario.
- Al lavoratore è garantito almeno un giorno di riposo settimanale.
- Nel corso dell'anno è previsto un numero minimo di festività nazionali retribuite, stabilito per legge.
I coefficienti esatti delle maggiorazioni variano a seconda che si tratti di un giorno ordinario, di un giorno di riposo o di un festivo, pertanto è sempre opportuno verificare le cifre specifiche sulla versione vigente della legge e sulle condizioni contrattuali. Il diritto stesso alla retribuzione maggiorata è sancito dalla legge e non può essere revocato unilateralmente dal datore di lavoro.
Retribuzione, salario minimo e ferie
Il salario minimo in Thailandia è fissato a livello centrale, ma varia per provincia, poiché viene approvato da apposite commissioni regionali. Ciò significa che il minimo a Bangkok, a Phuket e nelle province settentrionali può differire. Il datore di lavoro non può corrispondere una retribuzione inferiore al minimo stabilito per la provincia di riferimento.
La legge garantisce al lavoratore diverse tipologie di assenza retribuita:
- Ferie annuali retribuite dopo che il lavoratore ha completato un anno intero di servizio presso lo stesso datore di lavoro (il numero minimo di giorni è stabilito per legge; il contratto può prevederne di più).
- Congedo per malattia: giorni retribuiti per malattia entro il limite annuale previsto dalla legge; in caso di malattia prolungata, il datore di lavoro può richiedere un certificato medico.
- Congedo di maternità per le lavoratrici, in parte retribuito.
- Congedo per adempimento di obblighi civici e alcune altre tipologie di assenza per motivi specifici.
La retribuzione deve essere corrisposta in forma monetaria, nella valuta concordata e nei termini stabiliti (di norma almeno una volta al mese). Le trattenute illegali sono vietate.
Regolamento interno e licenziamento
Se l'azienda supera un determinato numero di dipendenti, il datore di lavoro è obbligato ad adottare un regolamento interno scritto (work rules) e a portarlo a conoscenza dei lavoratori. Tale regolamento disciplina l'orario di lavoro, le modalità di retribuzione, la disciplina, i motivi di sanzione e le relative procedure. Il regolamento, insieme al contratto, definisce le condizioni di lavoro.
In caso di licenziamento per iniziativa del datore di lavoro senza colpa del lavoratore, la legge prevede:
- un preavviso (oppure il pagamento di un'indennità sostitutiva);
- un'indennità di fine rapporto (severance pay), il cui importo aumenta in funzione dell'anzianità di servizio presso il medesimo datore di lavoro.
L'indennità di fine rapporto non è di norma dovuta quando il licenziamento è motivato da gravi violazioni (ad esempio, grave violazione della disciplina, disonestà, arrecamento di danni intenzionali). Se si ritiene il licenziamento ingiusto, si ha il diritto di ricorrere al tribunale del lavoro.
| Situazione | Garanzia di base prevista dalla legge |
|---|---|
| Superamento della normale durata dell'orario di lavoro | Retribuzione maggiorata per gli straordinari |
| Lavoro in giorno di riposo o festivo | Retribuzione maggiorata (tariffe superiori a quella ordinaria) |
| Retribuzione | Non inferiore al minimo provinciale |
| Un anno di anzianità | Diritto alle ferie annuali retribuite |
| Licenziamento senza colpa | Preavviso più indennità di fine rapporto commisurata all'anzianità |
Cosa fare
- Richiedete un contratto scritto in una lingua a voi comprensibile (l'inglese va bene) e conservatene una copia insieme al work permit.
- Verificate le condizioni del contratto rispetto alla legge: la retribuzione non deve essere inferiore al minimo previsto per la vostra provincia; orario di lavoro, straordinari e ferie devono essere chiaramente indicati.
- Accertatevi che il visto e il permesso di lavoro siano stati rilasciati specificamente per questo datore di lavoro e questa mansione, prima di iniziare a lavorare.
- Richiedete il regolamento interno, se adottato dall'azienda, e conservate le buste paga e le ricevute dei pagamenti.
- In caso di controversia (mancato pagamento della retribuzione, licenziamento illegittimo, rifiuto del pagamento dell'indennità), rivolgetevi al Dipartimento per la tutela del lavoro (Department of Labour Protection and Welfare) o al tribunale del lavoro; la denuncia può essere presentata anche se siete stranieri.
- Prima di cambiare datore di lavoro, non rassegnate le dimissioni finché non avete chiarito la procedura di rinnovo del work permit, per evitare di perdere il vostro status legale.
Queste informazioni sono solo a scopo di riferimento e non costituiscono consulenza legale. Consulta un avvocato abilitato prima di qualsiasi transazione.