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Tasse per expat in Thailandia nel 2026: aliquote, scadenze e sanzioni
Nel 2026, ogni expat che risiede in Thailandia per più di 180 giorni all'anno è tenuto a pagare l'imposta sul reddito sui proventi esteri trasferiti nel paese. Non si tratta di una norma teorica: le modifiche introdotte nel 2024 sono già in vigore e hanno prodotto accertamenti fiscali e sanzioni reali per chi le ha ignorate.
Le regole si sono inasprite. Il cosiddetto 'grace period' discusso nel 2025 non è mai entrato in vigore: il progetto di Royal Decree che prevedeva un periodo agevolato di 12-24 mesi è rimasto sulla carta. Il regime di tassazione dei redditi esteri si applica quindi senza deroghe.
Se gestite un'attività, percepite dividendi o trasferite una pensione su un conto thailandese, questo articolo spiega esattamente quanto dovete allo Stato e come evitare sanzioni.
Risposta rapida
- Imposta sul reddito delle società (CIT): aliquota del 20% sull'utile netto; le piccole imprese beneficiano di 0% sui primi 300.000 THB e del 15% fino a 3 milioni di THB
- Redditi esteri dei residenti fiscali sono soggetti alla PIT nell'anno del trasferimento in Thailandia, con aliquote dal 5% al 35% in base all'importo
- IVA (VAT) al 7% obbligatoria per fatturati superiori a 1,8 milioni di THB annui
- Scadenza PIT per l'anno fiscale 2025: 31 marzo 2026 (modulo cartaceo) oppure 8 aprile 2026 (invio online)
- Sanzione per ritardo: 2.000 THB fissi più 1,5% mensile sull'importo dovuto, fino a un massimo del 200% dell'imposta non pagata
- DTA (convenzioni contro la doppia imposizione) evitano il pagamento doppio, ma richiedono una documentazione rigorosa
Scenari e opzioni
Scenario 1 - Freelance con reddito dall'estero
Lavorate da remoto per un'azienda estera e vivete a Phuket per più di 180 giorni l'anno. Ogni bonifico sul conto bancario thailandese rientra ora nella base imponibile PIT. Per un trasferimento annuo di 1 milione di THB, l'aliquota effettiva si colloca intorno al 10-15%. Se esiste una DTA con il vostro paese d'origine, le imposte già pagate all'estero possono essere scomputate. Fondamentale è conservare tutta la documentazione di pagamento e i certificati fiscali del paese d'origine.
Scenario 2 - Titolare di una società thailandese
Avete registrato una società in Thailandia. L'utile netto fino a 300.000 THB è esente da CIT. Da 300.001 a 3.000.000 THB si applica l'aliquota del 15%. Oltre quella soglia si applica l'aliquota standard del 20%. Sui dividendi distribuiti a non residenti si applica una ritenuta alla fonte (WHT) del 10%. Se il fatturato supera 1,8 milioni di THB, è obbligatoria la registrazione IVA.
Scenario 3 - Pensionato con reddito passivo
Percepite una pensione e dividendi da investimenti esteri e trasferite i fondi su un conto thailandese per le spese correnti. Dal 2024, ogni trasferimento di questo tipo costituisce base imponibile. Eccezione importante: i redditi maturati prima del 1° gennaio 2024 rimangono esenti da PIT anche se trasferiti oggi. Dovrete però dimostrare documentalmente la data di maturazione di quei fondi.
Scenario 4 - Società con status BOI
Il Board of Investment (BOI) concede agevolazioni fiscali a determinati settori strategici. Lo status BOI può garantire esenzione dalla CIT per 3-8 anni, riduzione o azzeramento della WHT su specifici pagamenti e autorizzazione alla proprietà straniera al 100% in deroga al Foreign Business Act. Si tratta di una categoria che richiede assistenza professionale specializzata.
| Parametro | Persona fisica (PIT) | Società (CIT) | Partita IVA (VAT) |
|---|---|---|---|
| Aliquota base | 5-35% progressiva | 20% sull'utile netto | 7% sul fatturato |
| Agevolazioni | Detrazioni fino a 190.000 THB | 0% sui primi 300.000 THB | Soglia 1,8 milioni THB |
| Scadenza dichiarazione | 31 marzo / 8 aprile (online) | 150 giorni dalla chiusura dell'esercizio | 15 di ogni mese |
| Sanzione per ritardo | 2.000 THB + 1,5%/mese | 2.000 THB + 1,5%/mese | 200 THB/giorno (max 10.000 THB) |
| Sanzione massima | 200% dell'imposta dovuta | 200% dell'imposta dovuta | Raddoppio + 20.000 THB |
| Reddito estero | Tassato al momento del trasferimento | Reddito globale (persona giuridica thai) | Non applicabile |
| Modulo dichiarativo | PND 90 o PND 91 | PND 50 | PP 30 |
Rischi principali ed errori
Errore 1 - Ignorare lo status di residente fiscale. Molti expat non si rendono conto che, superati i 180 giorni in Thailandia, diventano automaticamente residenti fiscali. Questo cambia tutto: i redditi esteri trasferiti nel paese diventano soggetti alla PIT.
Errore 2 - Confidare nel grace period. Il progetto di Royal Decree sul periodo agevolato non è entrato in vigore. Costruire una strategia fiscale su proposte di legge non approvate è rischioso. Le norme vigenti sono chiare e stringenti.
Errore 3 - Non avere il TIN. Il numero di identificazione fiscale (Tax Identification Number) è obbligatorio per tutti i contribuenti. Senza di esso non è possibile presentare la dichiarazione, e la mancata presentazione comporta sanzioni.
Errore 4 - Mescolare redditi vecchi e nuovi. I redditi maturati prima del 2024 sono esenti da imposta se trasferiti in Thailandia. Tuttavia, mischiare quei fondi su un unico conto con entrate più recenti rende difficile provarne l'origine. Si raccomanda di mantenere conti separati.
Errore 5 - Trascurare la WHT. La ritenuta alla fonte (dall'1% al 15%) sui pagamenti a non residenti è un obbligo del soggetto pagante thailandese. In caso di omessa applicazione della WHT, le sanzioni ricadono sulla parte thai, non sul percettore.
Errore 6 - Sottovalutare la responsabilità penale. L'evasione fiscale dolosa può comportare fino a un anno di reclusione. Per gli expat, questo si traduce anche in problemi con i visti e nel rischio concreto di espulsione dal paese.
FAQ
È necessario pagare le tasse se si vive in Thailandia meno di 180 giorni? No. Al di sotto dei 180 giorni nell'anno solare non si acquisisce la residenza fiscale thailandese e i redditi esteri non sono soggetti alla PIT. I redditi di fonte thailandese restano comunque imponibili.
I risparmi accumulati prima del 2024 sono tassabili se trasferiti ora? No. I redditi maturati prima del 1° gennaio 2024 sono esenti da PIT anche se trasferiti in Thailandia nel 2026. Condizione imprescindibile: dovete documentare che quei fondi sono stati guadagnati prima di quella data.
Quali moduli utilizzare per la dichiarazione? Il modulo PND 91 è destinato ai lavoratori dipendenti con un'unica fonte di reddito. Il modulo PND 90 si applica a chi ha più fonti di reddito, inclusi proventi esteri, dividendi e canoni di locazione.
Come funziona una DTA con la Thailandia? Una convenzione contro la doppia imposizione permette di scomputare le imposte già pagate all'estero dal debito fiscale in Thailandia. Non è un'esenzione, ma un meccanismo per evitare la doppia tassazione. Sono richiesti il certificato di residenza fiscale e la prova del pagamento delle imposte nel paese d'origine.
Cosa succede se non si presenta la dichiarazione in tempo? Sanzione fissa di 2.000 THB più interessi dell'1,5% mensile sull'importo non versato, fino a un massimo del 200% dell'imposta dovuta. Per gli expat questo comporta rischi aggiuntivi al momento del rinnovo del visto.
È necessario registrarsi ai fini IVA per i redditi da locazione? Se il reddito annuo da affitto supera 1,8 milioni di THB, la registrazione IVA è obbligatoria. Al di sotto di quella soglia è sufficiente includere il reddito da locazione nella dichiarazione PIT.
Lo status BOI può azzerare completamente le imposte? Lo status BOI offre agevolazioni significative, inclusa l'esenzione dalla CIT per diversi anni. Tuttavia, si applica solo a specifiche categorie di attività e richiede il rispetto di condizioni precise in materia di investimenti, occupazione e contenuto tecnologico.
Come si presenta la dichiarazione online? Tramite il portale del Revenue Department (rd.go.th). Per accedere è necessario disporre del TIN e completare la registrazione al sistema. Il termine per la presentazione online è fissato all'8 aprile 2026 (per l'anno fiscale 2025).
Il sistema fiscale thailandese non consente più agli expat di restare in una zona grigia. Le modifiche del 2024 hanno reso obbligatoria la dichiarazione dei redditi esteri, e le sanzioni per le inadempienze superano ampiamente il costo di una consulenza professionale. Il primo passo è ottenere il TIN, mantenere separati i fondi pre e post 2024 su conti distinti e presentare la dichiarazione entro i termini.
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