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Business in Thailandia: come uno straniero può possedere un'azienda al 100%

27 giugno 2026

Ogni anno decine di imprenditori internazionali perdono la propria attività in Thailandia per un unico errore: affidare le azioni a soci thailandesi nominali. Una telefonata dal 'partner' con la richiesta di 5-20 milioni di baht per restituire le quote che già vi appartengono - e l'azienda costruita in anni di lavoro non è più vostra.

La Thailandia consente agli stranieri di possedere un'azienda al 100%, ma solo a determinate condizioni. Il Foreign Business Act (FBA) divide con precisione le attività in categorie consentite e vietate per il controllo straniero totale. Un errore nella scelta della struttura non comporta solo una perdita economica: può portare a una condanna penale fino a tre anni di reclusione.

Ecco i percorsi legali disponibili e come proteggere concretamente i vostri investimenti.

Risposta rapida

  • La proprietà straniera al 100% è possibile tramite licenza BOI, attività di esportazione, zone economiche speciali o licenza FBL
  • In tutti gli altri casi, la legge richiede che almeno il 51% rimanga in mano a cittadini thailandesi
  • Utilizzare azionisti nominali è un reato penale: fino a 3 anni di carcere e una multa fino a 1 milione di baht per tutti i soggetti coinvolti
  • La responsabilità ricade non solo sul nominale thailandese, ma anche sullo straniero che ha accettato tale struttura
  • L'unico percorso sicuro è un'autorizzazione FBA valida, il codice attività corretto e una revisione contabile indipendente

Fatti chiave

  • Il Foreign Business Act (FBA) è la legge fondamentale che regola la partecipazione straniera nelle imprese thailandesi e definisce tre liste di attività con restrizioni
  • Il BOI (Board of Investment) rilascia licenze che consentono la proprietà straniera al 100% nei settori prioritari: IT, manifattura, tecnologie medicali, servizi digitali - con sgravi fiscali fino a 8 anni di esenzione dall'imposta sulle società
  • La FBL (Foreign Business License) è un'autorizzazione separata del Ministero del Commercio che apre l'accesso ad attività altrimenti vietate
  • Le nuove disposizioni DBD del 2025-2026 (Order No. 2/2568 e Order No. 1/2569) richiedono prove documentali dei flussi di capitale reali e dichiarazioni giurate che confermino il contributo effettivo degli azionisti thailandesi con fondi propri
  • Oltre 7.000 soggetti sono sospettati di aver usato strutture nominali illegali; ben 11.426 aziende sulle isole di Koh Phangan e Koh Samui sono state segnalate alle autorità
  • La preparazione di una domanda BOI richiede 2-4 mesi, mentre la valutazione ne richiede altri 1-3
  • L'esportazione di merci e la produzione per l'esportazione non richiedono un socio thailandese se strutturate correttamente

Come iniziare: passo dopo passo

1. Classificate la vostra attività secondo l'FBA

Verificate se la vostra attività rientra nelle categorie consentite per la proprietà straniera al 100%. L'esportazione, la produzione per l'esportazione, i servizi IT e alcune altre categorie permettono di operare senza un socio locale. La scelta corretta del codice attività TSIC in questa fase determina l'intera struttura successiva.

2. Valutate la licenza BOI

Il Board of Investment thailandese attira attivamente capitali stranieri nei settori prioritari. La licenza BOI garantisce la proprietà al 100%, sgravi fiscali fino a 8 anni, e un iter semplificato per i visti di lavoro. Preparatevi a un processo totale di 3-7 mesi tra preparazione e approvazione.

3. Considerate le autorizzazioni alternative

Se il BOI non è applicabile al vostro caso, verificate la possibilità di ottenere una FBL tramite il Ministero del Commercio. Per le società con sede legale all'estero, può essere appropriata la formula della filiale o dell'ufficio di rappresentanza.

4. Effettuate un Enhanced Due Diligence

Se acquistate un'azienda thailandese già attiva, è indispensabile una verifica approfondita. L'audit deve coprire la struttura azionaria, le origini del capitale sociale, la storia delle operazioni, le controversie legali e gli obblighi fiscali. La presenza di azionisti nominali nel passato è un segnale di allarme critico.

5. Strutturate correttamente la joint venture

Se la proprietà straniera totale non è possibile e lavorate con un socio thailandese, utilizzate strutture protettive: azioni privilegiate con diritti di voto estesi, patti parasociali, restrizioni al trasferimento delle quote. Ogni azionista thailandese deve essere un investitore reale con fondi dimostrabili.

6. Nominate un revisore indipendente

Un audit regolare non è una formalità: è la vostra assicurazione. Il revisore indipendente verifica la conformità della struttura societaria ai requisiti FBA e certifica la reale partecipazione di tutti gli azionisti.

7. Riesaminate la struttura ogni anno

La normativa thailandese è in evoluzione. Il governo sta intensificando i controlli sulle strutture nominali, con nuove misure già in vigore nel 2025-2026. Le società con qualsiasi partecipazione straniera devono verificare regolarmente la conformità ai requisiti vigenti.

FAQ

Uno straniero può possedere il 100% di un'azienda thailandese?

Sì, se l'attività rientra nelle categorie consentite dall'FBA. Questo include l'esportazione, la produzione per l'esportazione, le attività con licenza BOI o FBL, le operazioni nelle zone economiche speciali e le filiali di società straniere.

Cos'è un azionista nominale e perché è pericoloso?

Un azionista nominale è un cittadino thailandese che detiene formalmente le azioni, ma non ha versato capitali reali e non partecipa alla gestione. Si tratta di un reato penale ai sensi dell'FBA, punito con fino a 3 anni di reclusione e una multa fino a 1 milione di baht. La responsabilità ricade su entrambe le parti.

Quanto costa ottenere la licenza BOI?

Le tasse governative per la domanda sono minime. I costi principali riguardano l'assistenza legale e la preparazione del business plan. Il ciclo completo di registrazione può variare tra 100.000 e 500.000 baht a seconda della complessità del progetto.

Quali tipi di attività sono vietate agli stranieri in Thailandia?

L'FBA prevede tre liste di restrizioni. Sono completamente vietate: testate giornalistiche e media, agricoltura, silvicoltura, pesca e commercio di antichità. Altre attività di servizi e commercio sono limitate, ma accessibili previa autorizzazione. L'elenco preciso dipende dagli aggiornamenti normativi più recenti.

Come verificare che la mia azienda non utilizzi schemi nominali?

Commissionate un audit indipendente della struttura azionaria. I segnali tipici di uno schema nominale sono: gli azionisti thailandesi non riescono a dimostrare l'origine dei fondi con cui hanno pagato le quote, non partecipano alla gestione, non ricevono dividendi, e lo straniero controlla di fatto tutte le decisioni.

Uno straniero può aprire un ristorante o un negozio in Thailandia?

Il commercio al dettaglio, all'ingrosso e la ristorazione rientrano nelle restrizioni FBA. Per la proprietà straniera totale occorre una FBL oppure una struttura tramite BOI (se il business rientra nelle categorie prioritarie). In alternativa, è possibile una joint venture con un socio thailandese reale che detenga almeno il 51%.

Cosa rischiate violando il Foreign Business Act?

Responsabilità penale: fino a 3 anni di carcere e multa fino a 1 milione di baht. In aggiunta: liquidazione forzata della società e deportazione. Le disposizioni anti-elusione dell'FBA stabiliscono esplicitamente la responsabilità dello straniero che ha accettato l'uso di uno schema nominale.

Vale la pena acquistare un'azienda thailandese già operativa?

Solo dopo un Enhanced Due Diligence approfondito. Verificate la storia della proprietà, le origini del capitale sociale, la storia fiscale e le controversie legali. Acquistare una società con una struttura nominale rende il nuovo proprietario corresponsabile della violazione dell'FBA.

Le nuove norme del 2025-2026 cambiano qualcosa per chi ha già un'azienda?

Sì. I nuovi ordini del Dipartimento di Sviluppo del Business (DBD) del 2025-2026 richiedono la verifica documentale dei reali flussi di capitale e dichiarazioni giurate sulla provenienza dei fondi degli azionisti thailandesi. Le aziende già esistenti devono adeguarsi per evitare sanzioni.

Source: South China Morning Post

Possedere un'attività in Thailandia nel 2026 richiede una comprensione precisa del quadro normativo. Gli strumenti legali esistono, ma ogni situazione è individuale. Iniziate con un'analisi della vostra attività secondo la classificazione FBA - richiederà pochi giorni, ma vi farà risparmiare anni di problemi e milioni di baht.

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