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Quinto premier destituito in 17 anni: cosa significa per il mercato immobiliare thailandese

Quinto premier destituito in 17 anni: cosa significa per il mercato immobiliare thailandese

3 marzo 2026
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Il 29 agosto 2025, la Corte Costituzionale thailandese ha rimosso dall'incarico la premier Paetongtarn Shinawatra. La motivazione formale è stata una violazione delle norme etiche legata a una conversazione telefonica con l'ex premier cambogiano Hun Sen. Si tratta del quinto caso in 17 anni in cui la massima corte del paese destituisce un capo di governo in carica. Per gli investitori internazionali nel mercato immobiliare thailandese, la domanda è una sola: è il momento di farsi prendere dal panico — o di agire?

Perché la Thailandia cambia premier così spesso e come influisce sull'economia?

La Thailandia è una monarchia parlamentare in cui la Corte Costituzionale detiene il potere esclusivo di rimuovere il primo ministro. Dal 2008, questo potere è stato esercitato cinque volte. Somchai Wongsawat, Samak Sundaravej, Yingluck Shinawatra, Srettha Thavisin — e ora Paetongtarn. Ogni destituzione ha provocato turbolenze a breve termine, ma nessuna ha mai causato un crollo economico.

La ragione è semplice: la macchina economica thailandese non dipende dalla figura del premier nella misura tipica dei regimi autoritari. La Banca Centrale di Thailandia opera in piena autonomia. La regolamentazione degli investimenti stranieri nel settore immobiliare è disciplinata dal Land Code e dal Condominium Act — leggi che non sono mai state modificate durante i cambi di governo.

Phumtham Wechayachai è stato nominato premier ad interim. Secondo la costituzione, il parlamento deve eleggere un nuovo leader, ma non sono previste scadenze rigide. Di norma il processo richiede da alcune settimane a diversi mesi, a seconda delle trattative tra le coalizioni parlamentari.

Il segnale chiave per gli investitori: il meccanismo politico funziona nel rispetto dei limiti costituzionali. La corte emette la sentenza, viene nominato un premier ad interim e il parlamento forma un nuovo governo. Nessun colpo di stato militare, nessuno stato di emergenza.

Come influisce l'instabilità politica sui prezzi degli immobili in Thailandia?

La storia degli ultimi 17 anni offre una risposta chiara: incertezza a breve termine — sì; danni a lungo termine — no.

Dopo la rimozione di Yingluck Shinawatra nel 2014 e il successivo colpo di stato militare, il mercato dei condomini di Bangkok si è fermato per due o tre trimestri, per poi riprendersi. A Phuket e Pattaya la flessione è stata ancora meno percepibile, poiché questi mercati sono trainati da acquirenti internazionali le cui decisioni dipendono dal tasso di cambio del baht, dai rendimenti locativi e dai flussi turistici, non dalla politica interna.

La situazione attuale appare persino più favorevole:

  • Il baht resta stabile. Il tasso di cambio rispetto al dollaro ha oscillato entro i normali margini di volatilità dopo l'annuncio della destituzione — nessun picco dettato dal panico.

  • I flussi turistici sono in crescita. La Thailandia continua ad accogliere un numero record di visitatori nel 2025, sostenendo i rendimenti da affitto.

  • Il settore edilizio non ha rallentato. I grandi sviluppatori non hanno annunciato congelamenti di progetti — hanno imparato da tempo a operare con frequenti cambi di governo.

  • Il contesto normativo è prevedibile. Le regole per l'acquisto di condomini da parte di stranieri (fino al 49% in freehold per ogni progetto) non sono mai state riviste in occasione di alcun cambio di governo.

L'unico rischio concreto è che un vuoto politico prolungato possa ritardare alcune iniziative legislative. Ad esempio, l'ampliamento dei diritti di proprietà fondiaria per gli stranieri, di cui si discuteva, potrebbe essere rimandato a tempo indeterminato. Ma si tratta di opportunità mancate, non di perdite effettive.

Conviene acquistare immobili in Thailandia in un periodo di incertezza politica?

Gli investitori esperti conoscono un principio fondamentale: le migliori operazioni si concludono quando il mercato è nervoso ma i fondamentali restano solidi. È esattamente ciò che sta accadendo ora.

L'instabilità politica in Thailandia è un fenomeno ciclico e, per quanto paradossale, sistemico. La costituzione prevede un meccanismo di cambio del governo attraverso la corte, e ogni volta il sistema completa questo ciclo senza conseguenze devastanti per l'economia.

Ecco cosa tenere presente:

  • Non rinviate le decisioni a causa dei titoli di giornale. Chi ha aspettato la "stabilità" nel 2014 ha perso incrementi di prezzo a doppia cifra a Phuket.

  • Monitorate il baht. Se l'incertezza politica indebolisce la valuta nazionale, gli acquisti in euro o dollari diventano ancora più vantaggiosi.

  • Scegliete immobili già completati o progetti di grandi sviluppatori — dispongono delle riserve finanziarie per portare a termine la costruzione indipendentemente da chi sia al governo.

  • Concentratevi sulle destinazioni turistiche di punta — Phuket, Koh Samui, Bangkok. Il reddito da affitto in queste località è legato ai flussi turistici globali, non alla politica thailandese.

Negli ultimi due decenni la Thailandia ha affrontato colpi di stato, alluvioni, una pandemia e cinque destituzioni di premier. Il mercato immobiliare si è ripreso e ha registrato crescita ogni volta. La situazione attuale non è una crisi — è un altro ciclo politico in un paese dove l'attrattività per gli investimenti è determinata dalla geografia, dal clima e dal modello economico, non dal nome sulla porta dell'ufficio del premier.

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