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Codice di procedura civile della Thailandia

Civil Procedure Code of Thailand

Le informazioni sono verificate e aggiornate mensilmente sulle fonti ufficiali.

In breve

Le regole delle cause civili in Thailandia: dove agire, scadenze, prove, appelli e riscossione della sentenza, anche su beni immobili.

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Jurisdiction and venue (Section 4 and following): Il tribunale competente a conoscere della controversia

In via generale, la causa civile si propone dinanzi al tribunale del luogo di residenza del convenuto oppure dinanzi al tribunale del luogo in cui è sorto il titolo della domanda (Sezione 4). Qualora la controversia abbia ad oggetto un bene immobile o un diritto reale su di esso (ad esempio, una disputa su terreni, sulla proprietà o su un contratto di locazione), la domanda si propone dinanzi al tribunale del luogo in cui il bene è situato (Sezione 4 ter). Se il convenuto non è domiciliato in Thailandia e il titolo della domanda non vi è sorto, la causa può di norma essere radicata dinanzi al tribunale del luogo di residenza dell'attore oppure dinanzi al Tribunale Civile di Bangkok (Sezione 4 tre). La corretta individuazione del foro è essenziale: una domanda proposta dinanzi a un tribunale incompetente può essere dichiarata inammissibile o trasmessa ad altro giudice.

The plaint (Section 172): Avvio del giudizio: l'atto di citazione

Il procedimento civile si instaura mediante il deposito di un atto di citazione scritto presso il tribunale di primo grado. L'atto di citazione deve indicare con chiarezza la natura della pretesa dell'attore, il risarcimento o l'esecuzione coattiva richiesti, nonché i fatti posti a fondamento della domanda (Sezione 172). Il tribunale emette una citazione a comparire e l'atto di citazione viene notificato al convenuto. Un atto di citazione generico o incompleto può essere sospeso o dichiarato inammissibile; è pertanto necessario che la pretesa e il rimedio richiesto (ad esempio, una somma di denaro, il trasferimento di un bene o la risoluzione di un contratto) siano formulati con precisione.

The answer (Section 177): La comparsa di risposta del convenuto e la domanda riconvenzionale

Dopo aver ricevuto la citazione e l'atto di citazione, il convenuto deve depositare in giudizio una comparsa di risposta scritta, in linea di principio entro quindici giorni (Sezione 177). La comparsa di risposta deve indicare con chiarezza se il convenuto ammette o contesta ciascuna delle affermazioni dell'attore, in tutto o in parte, e le ragioni di ogni contestazione. Nel medesimo atto il convenuto può proporre una domanda riconvenzionale nei confronti dell'attore, purché derivante dalla stessa vicenda processuale. Il termine di quindici giorni può essere prorogato dal tribunale per giusta causa, ma il convenuto che non depositi alcun atto rischia che venga emessa una sentenza contumaciale nei suoi confronti.

Evidence (Book on Evidence): La prova: onere e mezzi istruttori

Le disposizioni del Codice in materia di prove stabiliscono le modalità con cui i fatti controversi devono essere dimostrati. In via di principio generale, la parte che afferma un fatto ne sopporta l'onere della prova. Ciascuna parte è tenuta a depositare, entro i termini previsti dal Codice e prima dell'udienza dibattimentale, l'elenco delle proprie prove, al fine di non cogliere di sorpresa la controparte; è inoltre ammessa la produzione di testimoni, documenti e prove peritali o materiali. Per alcune tipologie di atti, il diritto thailandese richiede la prova scritta, e le testimonianze orali non sono ammesse per confutare o modificare il contenuto di un documento obbligatoriamente scritto. I documenti redatti in lingua straniera devono di norma essere corredati di una traduzione certificata in lingua thailandese.

Judgment: La sentenza del tribunale di primo grado

Al termine del dibattimento, il tribunale pronuncia una sentenza che risolve le questioni sottoposte dalle parti e non può accordare un risarcimento superiore o diverso da quello richiesto nell'atto di citazione e nella comparsa di risposta. La sentenza espone le ragioni di fatto e di diritto e il rimedio concesso, quale ad esempio il pagamento di una somma di denaro, il trasferimento di un bene oppure l'obbligo di compiere o astenersi da un determinato atto. Di norma la sentenza si pronuncia anche sulle spese processuali. La sentenza diviene definitiva ed esecutiva dopo la scadenza del termine per l'impugnazione senza che sia stato proposto ricorso, oppure dopo che la causa è stata esaminata dai giudici di grado superiore.

Appeal to the Court of Appeal (Section 223 and following): L'impugnazione dinanzi alla Corte d'Appello

La parte che non condivide una sentenza o un'ordinanza del tribunale di primo grado può impugnarla dinanzi alla Corte d'Appello. L'impugnazione si propone in forma scritta presso il tribunale di primo grado che ha emesso il provvedimento, in linea di principio entro un mese dalla pronuncia della sentenza o dell'ordinanza (Sezione 229 e sezioni collegate). Il diritto di impugnazione è limitato nelle cause di modesto valore e su alcune questioni di fatto, per le quali il Codice restringe la possibilità di appellare questioni di fatto al di sotto di una determinata soglia monetaria. La proposizione dell'impugnazione non sospende di per sé l'esecuzione della sentenza; la parte che intende ottenere la sospensione deve presentare apposita istanza e può essere tenuta a prestare idonea garanzia.

Appeal to the Supreme Court (Section 247): L'ulteriore impugnazione dinanzi alla Corte Suprema (Dika)

L'ulteriore impugnazione avverso la decisione della Corte d'Appello si propone dinanzi alla Corte Suprema (Dika), ma a seguito della riforma del 2015 è necessaria l'autorizzazione (ammissione) della Corte Suprema stessa. La parte deve depositare l'istanza di autorizzazione, in linea di principio entro un mese dalla pronuncia della decisione della Corte d'Appello (Sezione 247 e seguenti). L'autorizzazione è concessa soltanto nelle cause che pongono un'importante questione di diritto, che presentano contrasti interpretativi nella giurisprudenza, che investono l'interesse pubblico, oppure nei casi in cui il rifiuto di riesaminare la causa determinerebbe una manifesta ingiustizia. La Corte Suprema non costituisce pertanto un ordinario terzo grado di giudizio, bensì un organo giurisdizionale selettivo chiamato a decidere su questioni rilevanti o non ancora risolte.

Execution against property (Section 271 and following): L'esecuzione forzata della sentenza sui beni del debitore

Se la parte soccombente non ottempera volontariamente alla sentenza, il creditore procedente attiva l'esecuzione forzata per il tramite del tribunale e del Dipartimento per l'Esecuzione Legale del Ministero della Giustizia. Il creditore procedente deve avviare l'esecuzione entro dieci anni dalla pronuncia della sentenza o dell'ordinanza: il mancato rispetto di questo termine perentorio determina l'estinzione del diritto all'esecuzione (Sezione 271). L'esecuzione di una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro avviene mediante sequestro e pignoramento dei beni del debitore, inclusi conti bancari e beni immobili quali terreni o condomini, che vengono successivamente venduti all'asta pubblica e il ricavato distribuito a soddisfazione del credito accertato in sentenza. Taluni beni indispensabili per le esigenze fondamentali di vita sono esenti dal pignoramento, mentre terzi o altri creditori possono avanzare pretese concorrenti sui beni pignorati.