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Tassa d'ingresso in Thailandia da 450 baht: chi riguarderà e cosa sapere nel 2026

9 ottobre 2026

Questo materiale è stato redatto con l'ausilio dell'intelligenza artificiale e verificato da una persona. Responsabilità editoriale: Aster Of Asia Co., Ltd..

Responsabile del contenuto: Leonid Ustinov, Aster Of Asia Co., Ltd.

Redazione di Aster of Asia


450 baht sono meno del supplemento per una valigia su qualsiasi volo low cost interno all'Asia. Per questo il dibattito sulla tassa d'ingresso thailandese non riguarda davvero l'importo, ma due altre questioni: chi rientrerà tra le esenzioni e dove andranno i soldi.

Il 9 ottobre 2026 lo schema è tornato in movimento. Alle autorità competenti è stato chiesto di pubblicare prima regole trasparenti su riscossione e utilizzo dei fondi, di avviare consultazioni pubbliche e solo dopo di portare il documento al consiglio dei ministri.

Una data di avvio ufficiale non c'è. La tassa non è in vigore. Oggi all'ingresso non si paga nulla e, finché le regole non saranno pubblicate, è meglio non versare alcun importo tramite QR code o pagamenti anticipati.

La tassa riguarderà i viaggiatori stranieri in ingresso. Chi sarà escluso (titolari di permesso di lavoro, residenti permanenti, bambini, passeggeri in transito) lo diranno regole che oggi non esistono ancora. Per chi vive a Phuket o a Bangkok e viaggia avanti e indietro più volte l'anno, è questa l'incognita pratica principale.

Fatti chiave

  • Importo della tassa: 450 baht per ogni straniero in ingresso. È la cifra del progetto di ottobre 2026, non un pagamento oggi dovuto.
  • 9 ottobre 2026: ai ministeri competenti è stato chiesto di pubblicare le regole di riscossione e spesa prima di portare il progetto in consiglio dei ministri.
  • Le consultazioni pubbliche sono obbligatorie. Senza di esse il documento non va all'esame, quindi prima dell'avvio restano ancora alcuni passaggi procedurali.
  • Un solo pagamento ogni 30 giorni: secondo le fonti internazionali, il versamento darebbe diritto a più ingressi e uscite nell'arco di 30 giorni.
  • Avvio ipotizzato nel primo trimestre 2027, inizialmente per chi arriva in aereo. I valichi terrestri e marittimi seguirebbero circa un anno dopo gli aeroporti.
  • Voci di spesa dichiarate: sviluppo delle infrastrutture turistiche, sicurezza e copertura assicurativa per i visitatori.
  • Voce inattesa: una parte dei fondi potrebbe sostenere l'industria cinematografica tramite il programma di rimborso in contanti (Cash Rebate), se le spese verranno riconosciute idonee.
  • Sarà creato un comitato dedicato ai ritardi nei rimborsi cinematografici: le autorità ammettono, quindi, che lo schema attuale paga i produttori in ritardo.

Storia e contesto

In Thailandia questa tassa ha una reputazione tutta sua. Se ne parla dal 2022 e, in questo tempo, è stata approvata più volte in linea di principio e altrettante volte non è partita.

Patong Beach Phuket - spiaggia sabbiosa affollata con nuotatori, tradizionali barche coda lunga e montagni boscosi sullo sfon
Foto: Arnaud-Victor Monteux, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

A febbraio 2023 il governo aveva dato il via libera a uno schema diverso: 300 baht per chi arriva in aereo e 150 baht per chi entra via terra o via mare. Poi sono state fissate altre date (metà 2023, fine 2023, 2024) e ognuna è passata senza alcuna tassa. Il motivo era sempre lo stesso: il flusso turistico si riprendeva a fatica e nessuno voleva aggiungere altro attrito alla frontiera. I 450 baht attuali sono una tariffa unica al posto del doppio livello, e il cambio di struttura mostra che il progetto è stato riscritto più volte.

La parte assicurativa è sempre stata l'argomento forte dei sostenitori. Nelle prime versioni una quota finiva in un fondo per lo sviluppo del turismo, mentre un'altra copriva le spese mediche e un indennizzo in caso di decesso per lo straniero senza polizza propria. La logica è chiara: gli ospedali thailandesi restano spesso con conti non saldati, e il rimpatrio di una salma a carico dei familiari è un dramma a sé. Se funzionerà in pratica dipende da dettagli che oggi non sono pubblici. Con 450 baht a persona il volume del fondo si calcola facilmente, ma non la procedura per chiedere un indennizzo, l'elenco delle esclusioni e i tempi di esame. Ed è proprio la pubblicazione di questi elementi che si chiede prima dell'invio al consiglio dei ministri.

L'aspetto più curioso della decisione di ottobre è il legame con il cinema. Da anni la Thailandia compete con Malaysia, Vietnam e Indonesia per attrarre i budget delle produzioni, e lo strumento principale è il rimborso in contanti alle produzioni straniere, che secondo le regole attuali del programma arriva fino al 30% delle spese riconosciute nel Paese, con un tetto per progetto. Lo strumento funziona: serie e film internazionali vengono girati qui con regolarità. Quello che non funziona è la velocità dei pagamenti. Un produttore che ha speso denaro in Thailandia può aspettare il rimborso per mesi, e questo ritardo danneggia la reputazione dello schema più della tariffa stessa. Il comitato sui ritardi nasce proprio per questo.

Ne esce una conclusione non scontata: la tassa d'ingresso non è vista solo come un'imposta turistica, ma anche come una fonte per alimentare il fondo da cui, tra l'altro, si pagano le produzioni. Per chi arriva, significa una cosa sola: i suoi 450 baht non torneranno necessariamente sotto forma di un nuovo marciapiede a Patong.

Conta anche il modo in cui verrà riscossa. Tutte le varianti discusse prevedevano di includere l'importo nel biglietto aereo, di farlo pagare online prima dell'ingresso o di usare terminali dedicati, non di creare una coda al banco in aeroporto. Se prevarrà la prima, i 450 baht si perderanno nel prezzo del volo e li noterà solo chi legge il dettaglio della tariffa quando cerca i biglietti aerei per la stagione. Se prevarrà la seconda, ci sarà un passaggio obbligatorio in più prima del viaggio, e questo sì è un disagio reale, soprattutto per chi vola spesso e all'ultimo momento.

La mia posizione è questa. Per chi vive in Thailandia ed esce quattro-sei volte l'anno, l'aspetto economico non pesa nemmeno nello scenario peggiore: parliamo di circa 2-3 mila baht l'anno, meno di una proroga di visto. Il rischio sta altrove: nell'attrito operativo alla frontiera e nel capire se i residenti con permesso di lavoro saranno tra gli esentati. Se arrivate in Thailandia una volta l'anno per due settimane, potete ignorare tutto fino alla pubblicazione delle regole ufficiali.

Il testo delle regole va letto con più attenzione da chi attraversa regolarmente i confini terrestri con Malaysia, Laos o Cambogia. Con una tariffa unica e senza esenzione per i frequenti ingressi via terra, il conto cambia parecchio: dieci attraversamenti in un anno diventano 4 500 baht e dieci formalità in più.

FAQ

Bisogna pagare 450 baht all'ingresso in Thailandia adesso?

No. A ottobre 2026 la tassa non è stata introdotta. Le regole non sono ancora pubblicate, le consultazioni pubbliche non sono concluse e il documento non è stato presentato al consiglio dei ministri.

Da quale data verrà riscossa la tassa?

Una data ufficiale non è stata annunciata. La sequenza dei passaggi è nota: pubblicazione delle regole, consultazioni, esame del governo. Alcune fonti parlano del primo trimestre 2027 per chi arriva in aereo, ma il progetto è stato rinviato più volte dal 2023, quindi è presto per puntare su un mese preciso.

Gli stranieri con permesso di lavoro e i residenti permanenti saranno esentati?

Nelle prime versioni dello schema esenzioni simili erano state discusse, ma l'elenco definitivo comparirà solo nelle regole pubblicate. Per chi vive stabilmente nel Paese è il punto decisivo. Le fonti internazionali citano tra le possibili esclusioni i visti di lavoro, i diplomatici e gli ospiti ufficiali del governo.

Come verrà riscosso il denaro?

Sono state discusse diverse opzioni: includere l'importo nel prezzo del biglietto aereo, farlo pagare online tramite sito o app prima dell'ingresso, oppure usare terminali. Il meccanismo definitivo dovrà essere descritto nelle regole di riscossione.

La tassa è uguale per chi arriva in aereo e per chi entra via terra?

Nel progetto attuale compare una tariffa unica di 450 baht. Nella versione del 2023 erano previsti 300 baht per chi arriva in aereo e 150 baht per chi entra via terra o via mare, quindi la struttura è cambiata. Secondo le fonti, i valichi terrestri e marittimi partirebbero circa un anno dopo gli aeroporti.

Il pagamento vale per più ingressi?

Secondo le fonti internazionali, un unico pagamento di 450 baht coprirebbe più ingressi e uscite nell'arco di 30 giorni. Il dettaglio dovrà essere confermato nelle regole ufficiali.

La tassa include un'assicurazione?

La copertura assicurativa per i visitatori è indicata tra le voci di spesa dei fondi. Massimali, procedura di richiesta ed esclusioni non sono ancora descritti pubblicamente.

Perché una parte del denaro potrebbe andare al cinema?

Il fondo alimentato dalla tassa è considerato una possibile fonte di finanziamento per il programma di rimborso in contanti destinato all'industria cinematografica. Secondo le regole attuali il rimborso arriva fino al 30% delle spese riconosciute nel Paese e i pagamenti ai produttori subiscono ritardi: per esaminarli verrà creato un comitato dedicato.

Conviene cambiare i piani di viaggio a causa della tassa?

No. 450 baht non cambiano l'economia di nessun viaggio. Semmai, cambiate l'abitudine di non leggere il dettaglio della tariffa e gli avvisi ufficiali prima dell'ingresso.

Un solo consiglio pratico: aspettate la pubblicazione delle regole e controllate due punti, l'elenco delle categorie esentate e il metodo di pagamento. Tutto il resto di questa notizia non incide sul vostro budget. E non pagate alcuna presunta tassa d'ingresso tramite link ricevuti sulle app di messaggistica finché il meccanismo ufficiale non sarà attivo.

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