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Legge sulle Attività Commerciali degli Stranieri
Foreign Business Act B.E. 2542 (1999)
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In breve
La Legge sulle Attività Commerciali degli Stranieri B.E. 2542 (1999) definisce chi è considerato straniero (incluse le società con una quota di capitale straniero pari o superiore al 50%), vieta o limita per gli stranieri determinate categorie di attività, tra cui la compravendita di terreni, e stabilisce la responsabilità penale per i meccanismi di intestazione fittizia volti a dissimulare la titolarità straniera.
s.4: Chi è riconosciuto come 'straniero' (regola del 50% del capitale)
È considerato straniero qualsiasi persona fisica priva della cittadinanza tailandese, qualsiasi società registrata all'estero e, aspetto di particolare rilievo, qualsiasi società tailandese in cui la metà o più delle azioni o del capitale conferito appartenga a tali soggetti. Anche una società di persone con un socio amministratore straniero rientra in questa definizione. Il criterio determinante è il test sul capitale, non la cittadinanza degli amministratori.
s.4-capital: Nozioni di 'capitale' e 'capitale minimo'
Per capitale si intende il capitale sociale di una società a responsabilità limitata, il capitale versato di una società per azioni o i fondi conferiti in una società di persone. Per una società tailandese a partecipazione straniera, il capitale minimo corrisponde al patrimonio netto della società stessa, mentre per una persona fisica straniera o una struttura estera corrisponde alla valuta effettivamente introdotta nel Paese per avviare l'attività.
s.5: Criteri per l'ammissione degli stranieri all'esercizio di attività
Nel decidere sull'ammissione di uno straniero all'esercizio di un'attività, le autorità valutano l'impatto sulla sicurezza nazionale, sull'economia e sulla società, sull'ordine pubblico e sul buon costume, sul patrimonio culturale, sulle risorse naturali, sull'energia e sull'ambiente, sulla tutela dei consumatori, sull'occupazione, sul trasferimento di tecnologia e sulla ricerca. L'autorizzazione ha carattere discrezionale e non viene rilasciata automaticamente.
s.8: I tre elenchi di attività soggette a restrizione
La Legge ripartisce le attività soggette a restrizione in tre elenchi: l'Elenco 1 è completamente precluso agli stranieri per ragioni specifiche; l'Elenco 2 riguarda la sicurezza, la cultura e l'ambiente e richiede l'approvazione del Consiglio dei Ministri; l'Elenco 3 comprende i settori in cui i cittadini tailandesi non sono ancora competitivi e richiede una licenza del Direttore Generale previo consenso della Commissione.
List One (9): La compravendita di terreni è totalmente vietata agli stranieri
Il punto nove dell'Elenco 1 vieta agli stranieri l'attività di compravendita di terreni. In combinazione con il separato divieto di possesso di terreni previsto dal Codice Fondiario, questa disposizione costituisce il fondamento giuridico del rigoroso controllo sulle società titolari di terreni: lo straniero non può legalmente disporre di terreni tailandesi né direttamente né tramite una società sotto il suo controllo.
List One (overview): Altri settori preclusi agli stranieri
Oltre alla compravendita di terreni, l'Elenco 1 preclude i mezzi di comunicazione (stampa, radio, televisione), la coltivazione del riso e di altre colture, l'allevamento, il taglio del legname nelle foreste naturali, la pesca nelle acque tailandesi, la raccolta di erbe medicinali tailandesi, il commercio di oggetti d'antiquariato tailandesi e la produzione di immagini del Buddha. Questi settori sono riservati per ragioni culturali, di tutela del patrimonio e di interesse nazionale.
List Two: Sicurezza, cultura ed ecologia (approvazione del Consiglio dei Ministri)
L'Elenco 2 raggruppa armi e materiale militare, trasporto interno, seta tailandese e artigianato, oggetti d'antiquariato, nonché attività legate alle risorse naturali: estrazione mineraria, produzione di sale e di zucchero. Lo straniero può accedere a questi settori solo con l'approvazione del Consiglio dei Ministri e, in linea generale, a condizione che i cittadini tailandesi detengano almeno il 40% del capitale e che almeno due quinti degli amministratori siano tailandesi (articolo 15).
List Three: Servizi in cui i cittadini tailandesi non sono ancora competitivi
L'Elenco 3 comprende i servizi contabili, legali, architettonici e ingegneristici, la maggior parte dei lavori di costruzione, l'attività di intermediazione, il commercio al dettaglio e all'ingrosso al di sotto delle soglie di capitale stabilite, la pubblicità, gli alberghi (esclusa la gestione), i servizi di guida turistica, la ristorazione e un'ampia categoria residuale di altri servizi. Per operare, lo straniero necessita di una licenza del Direttore Generale previo consenso della Commissione.
s.14: Requisiti di capitale minimo
Lo straniero è tenuto a introdurre un capitale non inferiore all'importo stabilito da apposito atto regolamentare: almeno due milioni di baht per le attività non soggette a licenza e almeno tre milioni di baht per ciascuna attività soggetta a licenza ai sensi degli elenchi. L'atto regolamentare può altresì fissare i termini entro cui tali fondi devono essere trasferiti in Thailandia.
s.15: Partecipazione tailandese per le attività dell'Elenco 2
Una società straniera può esercitare attività incluse nell'Elenco 2 solo a condizione che i cittadini tailandesi o le strutture non straniere detengano almeno il 40% delle azioni. Per giustificato motivo, il Consiglio dei Ministri può abbassare la soglia al 25%, ma in tal caso almeno due quinti degli amministratori devono essere cittadini tailandesi. Questa disposizione tutela i settori sensibili dal controllo straniero.
s.17: Procedura e termini per l'esame delle domande
L'autorizzazione è richiesta al Ministro o al Direttore Generale. Il Consiglio dei Ministri (Elenco 2) o il Direttore Generale (Elenco 3) sono tenuti a pronunciarsi entro sessanta giorni, termine prorogabile una sola volta di ulteriori sessanta giorni. Dopo l'approvazione, la licenza è rilasciata entro quindici giorni. Il diniego è comunicato per iscritto con indicazione delle motivazioni e, per l'Elenco 3, è previsto il diritto di ricorso.
s.35: Copertura di uno straniero non autorizzato da parte di uno straniero titolare di licenza
Lo straniero titolare di licenza che agevoli uno straniero non autorizzato nell'esercizio di un'attività, o che presenti un'impresa comune come di esclusiva titolarità propria al fine di eludere la Legge, è punito con la reclusione fino a tre anni, con una multa da 100.000 a 1.000.000 di baht, o con entrambe le pene, nonché con un provvedimento giudiziario di cessazione dell'attività e con sanzioni pecuniarie giornaliere in caso di persistenza nella violazione.
s.36: Divieto di intestazione fittizia (norma anti-prestanome fondamentale)
Il soggetto tailandese o la struttura non straniera che agevolino uno straniero nell'esercizio di un'attività soggetta a restrizione, che la esercitino congiuntamente spacciandola come di esclusiva titolarità tailandese, o che detengano azioni come prestanome di uno straniero in elusione della Legge, commettono un reato; lo stesso vale per lo straniero che abbia consentito tale situazione. La pena prevista è: reclusione fino a tre anni, multa da 100.000 a 1.000.000 di baht, o entrambe, oltre allo scioglimento coatto del meccanismo.
s.36-land: Perché le società fittizie titolari di terreni sono illegali
Quando gli azionisti tailandesi detengono le quote al solo scopo di mascherare l'effettivo controllo esercitato dallo straniero sulla società titolare di terreni, essi assumono la veste di prestanome vietati ai sensi dell'articolo 36 e eludono sia il divieto di compravendita di terreni sia il Codice Fondiario. Tale meccanismo è penalmente rilevante per entrambe le parti, è sostanzialmente nullo e comporta per i soggetti coinvolti il rischio di cessione forzata delle quote.
s.37: Esercizio illegale di attività soggette a restrizione da parte di uno straniero
Lo straniero che eserciti un'attività in violazione dei divieti di cui agli articoli 6, 7 o 8 è punito con la reclusione fino a tre anni, con una multa da 100.000 a 1.000.000 di baht, o con entrambe le pene. Il giudice ordina altresì la cessazione dell'attività, dell'impresa, della partecipazione azionaria o della società di persone, con una sanzione pecuniaria giornaliera da 10.000 a 50.000 baht in caso di persistenza nella violazione.
s.41: Responsabilità degli amministratori e dei dirigenti
Qualora una società commetta un illecito ai sensi degli articoli 34-37, gli amministratori, i soci o i rappresentanti autorizzati che abbiano agevolato la commissione dell'illecito o che non abbiano adottato ragionevoli misure per prevenirlo rispondono personalmente: reclusione fino a tre anni, multa da 100.000 a 1.000.000 di baht, o entrambe. I soggetti responsabili non possono sottrarsi alla responsabilità facendosi scudo della persona giuridica.