Controllo di una società thailandese tramite azioni privilegiate: come funziona
In breve
Come uno straniero può gestire una società thailandese proprietaria di immobili pur restando azionista di minoranza: il meccanismo delle azioni privilegiate con diritto di voto rafforzato, il quadro giuridico e i rischi connessi.
Perché uno straniero ha bisogno del controllo con una quota inferiore al 50%
Uno straniero non può possedere direttamente terreni in Thailandia, e nei condomini la quota straniera è limitata al 49% della superficie totale dell'edificio (Condominium Act, B.E. 2522). Per questo motivo l'acquisto di un'abitazione con terreno o di un immobile commerciale viene spesso intestato a una società thailandese a responsabilità limitata (Thai Limited Company). Per legge, a uno straniero in tale società può appartenere al massimo il 49% delle azioni: superata questa soglia, la società è considerata 'straniera' ai sensi del Foreign Business Act (B.E. 2542) e perde il diritto di possedere terreni.
Si pone quindi un problema: come detenere meno della metà delle quote e al tempo stesso gestire effettivamente la società senza dipendere dalla volontà dei soci thailandesi? Uno degli strumenti legittimi disponibili è rappresentato dalle azioni privilegiate (preference shares) con diritto di voto rafforzato. Esse consentono di separare due concetti distinti: la quota di capitale e la quota di voti.
Azioni ordinarie e azioni privilegiate: le differenze
Una società thailandese viene costituita con un minimo di tre fondatori (promoters) e, per tutta la sua durata, deve avere almeno tre azionisti. La responsabilità di ciascun azionista è limitata alla parte non versata delle proprie azioni: una volta versato il 100% del loro valore, non risponde di ulteriori debiti della società.
Tutte le azioni si suddividono in due categorie:
- Ordinarie (ordinary) - schema classico 'un'azione uguale un voto'. I dividendi maturano sulle azioni interamente versate; in caso di liquidazione, gli azionisti ordinari ricevono il rimborso del capitale per ultimi, dopo l'estinzione dei debiti e il pagamento agli azionisti privilegiati.
- Privilegiate (preference) - attribuiscono diritti 'speciali'. Il loro titolare viene spesso descritto come 'per metà azionista e per metà creditore': in caso di liquidazione riceve il rimborso prima degli azionisti ordinari, e i dividendi possono essergli corrisposti indipendentemente dall'integrale versamento delle azioni.
L'aspetto fondamentale ai fini del controllo è che il diritto di voto delle azioni privilegiate viene determinato dallo statuto. La società può attribuire a ciascuna di tali azioni non uno, ma ad esempio dieci voti. Ed è proprio questo a ribaltare l'equilibrio del potere.
| Criterio | Azioni ordinarie | Azioni privilegiate |
|---|---|---|
| Diritto di voto | 1 azione = 1 voto | definito dallo statuto (ad esempio, 10 voti) |
| Dividendi | sulle azioni versate | possibili indipendentemente dal versamento |
| Ordine di priorità in liquidazione | ultimo | prioritario rispetto alle ordinarie |
| Flessibilità | fissa | configurabile |
Come si ottiene il controllo della società
La logica è semplice: lo straniero detiene una quota di capitale inferiore (non superiore al 49%), ma grazie alle azioni privilegiate con numero elevato di voti ottiene la maggioranza in sede di votazione. Ciò gli consente di far approvare le delibere necessarie nell'assemblea degli azionisti: nominare gli amministratori, approvare le operazioni, disporre degli attivi.
Esempio numerico. Capitale sociale pari a 2.000.000 di baht, 20.000 azioni da 100 baht ciascuna, con il principio 'un'azione - un voto'. Il signor A detiene 5.000 azioni, il signor B ne detiene 12.000. Formalmente B è più forte. Se la società emette ulteriori 2.000 azioni privilegiate con 10 voti ciascuna e le attribuisce al signor A, questi disporrà di 5.000 voti per le azioni ordinarie più 20.000 per le azioni privilegiate, per un totale di 25.000 voti contro i 12.000 di B. La quota di capitale di A rimane minoritaria, ma il controllo sulle decisioni è nelle sue mani.
Quadro giuridico e procedura
Esiste una limitazione importante che viene spesso trascurata. La legge non consente di 'convertire' direttamente azioni ordinarie già emesse in azioni privilegiate in una società a responsabilità limitata ordinaria: la materia è disciplinata dal Codice Civile e Commerciale (Civil and Commercial Code, CCC). La facoltà di modificare liberamente la categoria delle azioni spetta solo alle società per azioni aperte ai sensi del Public Company Limited Act (B.E. 2535).
Il risultato si consegue pertanto attraverso una modifica del capitale. Esistono due strade:
- Aumento del capitale sociale. È il metodo più frequente. La società emette nuove azioni privilegiate secondo le regole del Ministero del Commercio (Ministry of Commerce). La registrazione può avvenire rapidamente, anche in giornata. Lo svantaggio è che l'aumento di capitale incide sul bilancio e può generare conseguenze fiscali.
- Riduzione del capitale, seguita da aumento. Il capitale può essere ridotto (fino a un quarto), diminuendo proporzionalmente il numero di azioni ordinarie, e successivamente riportato al livello precedente emettendo azioni privilegiate in sostituzione di parte di quelle ordinarie. Questo metodo è più lungo e costoso - circa 3-4 mesi - e i creditori possono opporsi alla riduzione.
In entrambi i casi, lo statuto (articles of association) della società deve espressamente prevedere la possibilità di modificare il capitale. In assenza di tale disposizione, occorre prima emendare lo statuto presentando la relativa documentazione al Ministero del Commercio.
Nota importante sull'orientamento normativo
Le autorità stanno intensificando la lotta contro le strutture con azionisti thailandesi nominali (nominee structures), nelle quali i cittadini thailandesi detengono le azioni solo formalmente mentre i fondi reali e il controllo appartengono allo straniero. Ad oggi non esiste un divieto esplicito all'utilizzo di azioni privilegiate con voto rafforzato da parte di stranieri, ma l'argomento viene periodicamente discusso come possibile criterio per qualificare una società come 'straniera'. È opportuno strutturare l'operazione in modo che i soci thailandesi siano partecipanti effettivi e non prestanome.
Occorre ricordare anche l'aspetto valutario: il trasferimento di fondi tramite il modulo FET (già Tor.Tor.3) rilasciato dalla banca rileva soprattutto in caso di acquisto diretto di un condominio da parte di uno straniero e attesta il regolare ingresso di valuta estera nel Paese.
Cosa verificare e a cosa prestare attenzione
- Statuto della società - verifica che consenta la modifica del capitale e l'emissione di azioni privilegiate; se necessario, la modifica dello statuto costituisce il primo passo.
- Diritti specifici delle azioni privilegiate - il numero di voti, le modalità di distribuzione dei dividendi e l'ordine di priorità in liquidazione devono essere chiaramente definiti.
- Rapporto tra quota di capitale e quota di voti - la quota straniera non deve superare il 49%.
- Effettività dei soci thailandesi - evitare schemi con prestanome; predisporre la documentazione attestante la provenienza dei loro fondi.
- Scelta del metodo - l'aumento di capitale è più rapido, la riduzione è più lunga e rischiosa per via dei creditori; tenere conto delle conseguenze fiscali e di bilancio.
- Assistenza professionale - affidare a un legale locale la registrazione delle modifiche presso il Ministero del Commercio e la redazione delle clausole negli atti costitutivi.
Queste informazioni sono solo a scopo di riferimento e non costituiscono consulenza legale. Consulta un avvocato abilitato prima di qualsiasi transazione.