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Thailandia, giro di vite sulle società di comodo: fino a 3 anni di carcere per terreni intestati a prestanome
Questo materiale è stato redatto con l'ausilio dell'intelligenza artificiale e verificato da una persona. Responsabilità editoriale: Aster Of Asia Co., Ltd..
Responsabile del contenuto: Leonid Ustinov, Aster Of Asia Co., Ltd.
Redazione di Aster of Asia
L'ufficio catastale provinciale in Thailandia non aspetta più una denuncia per agire. Ora apre autonomamente il registro delle società proprietarie di terreni e incrocia i dati sugli azionisti thailandesi: reddito dichiarato al fisco, data di ingresso nel paese secondo l'immigrazione, movimenti bancari relativi al pagamento delle quote. Se tre soci thailandesi con reddito dichiarato pari a zero possiedono il 51% di una società che ha in bilancio una villa da decine di milioni di baht, l'ufficio ha già un modello pronto per trasferire il caso alla commissione provinciale competente.
È la conseguenza diretta della circolare del Ministero dell'Interno thailandese n. MorTor 0515.2/Vor 19097 del 25 agosto 2026. Il documento non introduce nuovi divieti: il divieto per gli stranieri di possedere terreni esiste da decenni nel Codice Fondiario. Cambia invece chi cerca le violazioni e da quale lato si parte l'indagine.
La sintesi per l'investitore internazionale è semplice: la struttura 'società thailandese con azionisti prestanome per acquisire un terreno' è passata da zona grigia a zona con una scadenza precisa per la vendita del terreno e un binario penale separato.
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Fatti chiave
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Il 25 agosto 2026 il Ministero dell'Interno ha emesso la circolare n. MorTor 0515.2/Vor 19097, che amplia i poteri degli organi provinciali nelle indagini sulla proprietà per interposta persona (nominee).
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Il documento sviluppa la circolare precedente n. MorTor 0515.2/Vor 7665 del 2023, che aveva istituito le commissioni investigative provinciali e lo scambio dati tra enti.
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Le commissioni includono ora rappresentanti di organi investigativi specializzati, inclusa la polizia locale, con accesso a dati su azionisti, dichiarazioni fiscali, immigrazione e movimenti finanziari.
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Gli uffici catastali provinciali sono obbligati a un controllo proattivo delle persone giuridiche, segnalando società e partnership con caratteristiche tipiche delle strutture nominee.
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Sono previsti due binari: vendita forzata del terreno per le strutture riconosciute come 'straniere' e procedimento penale per le società create appositamente per detenere terreni nell'interesse di uno straniero.
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Secondo il Codice Fondiario, il termine per la cessione del terreno viene fissato dal direttore generale del Dipartimento delle Terre: da un minimo di 180 giorni a un massimo di 1 anno.
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La detenzione nominale di quote è punita dall'articolo 36 del Foreign Business Act del 1999: fino a 3 anni di reclusione e multa da 100.000 a 1.000.000 di baht, più una sanzione giornaliera per la violazione persistente.
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Per i condomini vale una regola diversa: gli stranieri possono detenere in freehold il 49% della superficie vendibile senza alcuna società intermedia.
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Un'operazione condotta nel sud del paese, riportata dal Bangkok Post, ha portato a 48 arresti (27 thailandesi e 21 stranieri) tra Phuket, Phangnga e Krabi, con beni sequestrati per oltre 1 miliardo di baht, inclusi terreni per circa 231 milioni di baht a Phuket, 269 milioni a Phangnga e 209 milioni a Krabi.
Storia e contesto
Lo schema non è nato ieri, né per pura avidità degli sviluppatori. Alla fine degli anni Novanta, dopo la crisi finanziaria asiatica, la Thailandia liberalizzò l'accesso degli stranieri alla proprietà immobiliare in modo molto selettivo: aprì i condomini, ma lasciò i terreni off-limits. Gli avvocati trovarono l'aggiramento nello stesso Codice Fondiario: il terreno appartiene a una persona giuridica thailandese, lo straniero controlla questa entità tramite il 49% delle azioni, uno statuto con diritti di voto speciali e azioni privilegiate. Formalmente la legge è rispettata. Nella realtà, il controllo resta nelle mani dello straniero.
Già nel 2006 il Ministero dell'Interno aveva provato a chiudere questa pratica, imponendo agli uffici catastali di verificare l'origine dei fondi degli azionisti thailandesi al momento della registrazione. L'effetto fu limitato, perché il controllo era una tantum, fatto al momento dell'acquisto. Una società che superava la registrazione viveva poi di vita propria, e la composizione azionaria poteva cambiare anche dopo una settimana.
La circolare del 2023 ha cambiato la logica: sono nate commissioni provinciali permanenti e uno scambio dati interistituzionale. L'agosto 2026 ha aggiunto ciò che mancava per un rischio reale: investigatori con poteri effettivi e l'obbligo per gli uffici catastali di cercare attivamente le irregolarità, non solo di reagire a segnalazioni esterne.
Questo è l'aspetto davvero scomodo per il proprietario. Prima la vulnerabilità emergeva al momento della vendita o dell'eredità, cioè quando il proprietario aveva tempo per prepararsi. Oggi il fattore scatenante può essere uno screening di routine del registro in una provincia dove gli stranieri hanno acquisito troppi terreni. Phuket, Koh Samui, Chiang Mai, Pattaya: sono esattamente le zone dove la concentrazione di queste società è massima. Anche una recente operazione a Hua Hin, partita nell'agosto 2026, ha portato al fermo di 13 stranieri accusati di possedere terreni o ville tramite società nominee thailandesi.
E sì, la variante 'rafforzata' più diffusa della struttura non funziona come protezione. Le azioni privilegiate con diritto di voto decuplo, che danno allo straniero il controllo effettivo pur detenendo solo il 49% del capitale, non sono un'astuzia: sono un indicatore. La commissione valuta esplicitamente se la struttura sia stata costruita per eludere la legge. Quanto più sofisticato è lo statuto, tanto più evidente diventa l'intenzione.
La posizione più prudente: se il terreno serve per uso residenziale personale, e non per un'attività operativa, non conviene costituire una società. La costruzione praticabile per uno straniero resta la locazione registrata all'ufficio catastale per 30 anni, unita alla proprietà della costruzione. Nel diritto thailandese edificio e terreno sono separabili: il permesso di costruzione può essere registrato a proprio nome, e la villa resta di proprietà dello straniero anche quando il terreno non lo è. Non è una soluzione ideale: la locazione ha un punto debole nel rinnovo, che i tribunali interpretano rigidamente e non considerano automatico. Ma è una posizione legale, non una mina a orologeria.
Quando questo consiglio non si applica: se la società thailandese svolge realmente un'attività, un hotel, un ristorante, un business di affitti con fatturato, personale e tasse, e il terreno serve a questa attività, la società resta uno strumento normale. La legge colpisce non la forma, ma il guscio vuoto creato solo per detenere il terreno.
Un capitolo a parte riguarda l'acquisto di terreni tramite il coniuge thailandese. Formalmente è legale, ma anche qui c'è una formalità spesso dimenticata: al momento della registrazione, i coniugi firmano all'ufficio catastale una dichiarazione secondo cui i fondi sono proprietà personale della parte thailandese. Il coniuge straniero rinuncia così a qualsiasi pretesa sul terreno. Molte persone firmano senza leggere la traduzione, e dopo cinque anni scoprono che in caso di divorzio il terreno non viene diviso.
FAQ
Uno straniero può possedere un terreno in Thailandia?
Praticamente no. Il Codice Fondiario lo proibisce, con una rara eccezione legata a un investimento di 40 milioni di baht soggetto ad autorizzazione speciale del Ministero dell'Interno, di cui nella storia si sono avvalsi pochissimi casi. Un appartamento in condominio entro la quota del 49% è diverso: il freehold a nome straniero è normale.
Cosa succede se la mia società viene classificata come nominee?
Due scenari. Il primo: la struttura viene classificata come 'straniera' e obbligata a vendere il terreno entro il termine fissato dal Dipartimento delle Terre, tra 180 giorni e un anno. Il secondo, più grave: se si dimostra che la società è stata creata per detenere il terreno nell'interesse di uno straniero, si apre un procedimento penale ai sensi del Foreign Business Act, con sanzioni fino a 3 anni di reclusione e un milione di baht di multa.
Rischiano anche gli azionisti thailandesi nominee?
Sì, spesso più dello straniero. Il cittadino thailandese che presta il proprio nome per denaro altrui risponde secondo lo stesso articolo 36. È per questo che gli avvocati thailandesi più esperti negli ultimi due anni si rifiutano di reclutare azionisti per questi schemi.
Una locazione di 30 anni con rinnovo 30+30 è sicura?
È registrato all'ufficio catastale solo il primo periodo di trent'anni. Le opzioni di rinnovo sono un obbligo contrattuale che la Corte Suprema thailandese, in diverse sentenze, non ha riconosciuto come automaticamente vincolante contro un nuovo proprietario del terreno. Valutate onestamente il vostro orizzonte: trent'anni sono reali, sessanta sono un'intenzione.
Cosa fare se il terreno è già stato acquistato tramite società?
Non aspettare una lettera. Fate un audit della struttura: realtà degli azionisti, origine dei loro fondi, presenza di un'attività economica effettiva, contenuto dello statuto. Le opzioni successive comprendono il passaggio a una locazione a lungo termine da un proprietario thailandese, la vendita del terreno mantenendo la costruzione, oppure il consolidamento di un'attività reale nella società. Ogni opzione ha conseguenze fiscali al momento del trasferimento, da calcolare prima della transazione.
Come verificare il venditore prima di comprare una villa?
Richiedete l'estratto dell'ufficio catastale relativo al titolo (chanote), l'elenco degli azionisti della società proprietaria dal Department of Business Development e le dichiarazioni fiscali degli ultimi tre anni. Una società senza fatturato e con azionisti che condividono lo stesso indirizzo è esattamente il segnale che oggi l'ufficio catastale individua da solo.
È necessario essere presenti di persona in Thailandia per la transazione?
Il trasferimento del titolo all'ufficio catastale richiede la presenza fisica oppure una procura notarile legalizzata, per cui sono necessarie alcune settimane. Per la firma e le verifiche prevedete tre o quattro giorni nella provincia dove si trova l'immobile, poiché le date di registrazione dipendono dai turni dell'ufficio e non dal vostro programma.
I controlli riguardano anche i terreni acquistati molti anni fa?
Il Codice non prevede un termine di prescrizione per la classificazione di una struttura come 'straniera'. Lo screening del registro coinvolge le società attive indipendentemente dall'anno in cui il terreno è stato acquistato.
Se possedete un terreno o una villa registrati a nome di una società thailandese, iniziate verificando la composizione degli azionisti e la loro storia fiscale. È esattamente ciò che la commissione provinciale controlla per prima, ed è anche l'unica cosa che potete ancora correggere per iniziativa propria, prima che diventi un obbligo imposto.
Fonte: Bangkok Post
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